


Chieti - Aumentano i ricorsi al giudice del lavoro da parte degli interinali rimasti fuori dalla Sevel di Val di Sangro (Chieti) e le adesioni al comitato “Ex Sevel” che raggruppa attualmente 50 lavoratori dell’azienda abruzzese. Lo ha fatto sapere in una nota Costantino Manes, portavoce dell’associazione spontanea che, negli ultimi giorni, ha già registrato una massiccia adesione di giovani molisani, abruzzesi e pugliesi. Questi hanno deciso di aderire all’impugnazione dei contratti interinali e dei contratti a tempo determinato sottoscritti con la Sevel nel periodo marzo 2006-maggio 2006 non convertiti a tempo indeterminato tra dicembre 2008 e gennaio 2009. “L’obiettivo resta quello di ottenere, tramite il ricorso al Giudice del Lavoro, l’instaurazione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato direttamente con la Sevel spa”, hanno fatto sapere dal Comitato Ex Sevel. Il portavoce del Comitato intende promuovere anche un incontro pubblico sul tema dei precari a cui parteciperanno anche i legali campobassani, volto a rendere consapevoli i lavoratori dei propri diritti e di ciò che la legge pone a loro tutela.
Sei mesi in più di cassa integrazione ordinaria. A stabilirlo è la Commissione Lavoro della Camera con un sì bipartisan all’emendamento di Giuliano Cazzola, che modifica il testo base sugli ammortizzatori sociali. Pdl, Lega e Pd hanno approvato la misura che verrà applicata in via sperimentale tra 2010 e 2011. L’Idv e l’Udc invece non erano presenti in aula.
Il trattamento di cassa integrazione guadagni si allungherà da un anno a un anno e mezzo: i lavoratori, infatti, potranno usufruire della Cig per un periodo massimo di 78 settimane. Per coprire l’allungamento si attingerà al fondo di 8 miliardi stanziato dal governo per gli ammortizzatori.
Il Ddl sugli ammortizatori - Il testo base sugli ammortizzatori sociali si compone di cinque articoli: la misura sulla Cig, che riscrive l’articolo 3; una norma “salva Eutelia”, che garantisce l’erogazione di una parte dei salari ai lavoratori che fossero bloccati dalla crisi dell’impresa; una revisione dei requisiti di accesso al trattamento di disoccupazione per i co.co.pro. in regime di monocomittenza; l’incremento (+0,25%) dell’aliquota contributiva di questo comparto. Sono poi previste misure previdenziali a favore degli operai agricoli e un Fondo di solidarietà per il sostegno al reddito dei dipendenti delle imprese assicuratrici.
L’Aquila - “La Regione non dà risposte ai lavoratori e di fatto provoca la chiusura di Villa Pini. Senza la revoca della sospensione degli accreditamenti, questa sarà la fine del gruppo”. È la denuncia dei lavoratori di Villa Pini e dei sindacati, al termine dell’incontro di ieri con l’assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni. All’incontro erano presenti anche alcuni consiglieri dell’opposizione di centrosinistra. Un folto gruppo di lavoratori, molti dei quali hanno assistito ai lavori del Consiglio regionale, hanno protestato davanti all’Emiciclo a L’Aquila, dov’era in corso il Consiglio regionale, per chiedere alla Regione la revoca del procedimenti di sospensione degli accreditamenti. “L’assessore Venturoni, continuando a tergiversare in merito alla revoca della sospensione degli accreditamenti, di fatto determinerà la chiusura di tutte le strutture controllate da Villa Pini e il licenziamento di tutti i lavoratori - ha detto il segretario regionale della Cgil Funzione Pubblica -. Sulla situazione di Villa Pini l’assessore non risponde circa l’impegno di pagare i lavoratori che continuano ad assicurare il servizio, e non dà alcuna prospettiva utile al futuro occupazionale e produttivo”. Rincara la dose il segretario regionale Uil Funzione Pubblica, Fabio Frullo: “Ci aspettavamo risposte chiare e certe in merito alla richiesta di revoca di sospensione degli accreditamenti, invece l’aspetto caratterizzante della riunione è stato il nulla. Quello che registro con grande sorpresa è l’assenza totale, da parte della Regione, di un progetto politico per trovare soluzioni che diano respiro ai lavoratori”. Il punto della situazione sulla riunione è stato fatto prima che in aula scoppiasse la protesta. Ci sono stati anche malori e pianti e il Consiglio ad un certo momento è stato interrotto. “È un anno che siamo in mezzo alla strada e chiediamo soluzioni. C’è gente sul lastrico”. Lo ha detto, con le lacrime agli occhi, Carla Di Fabio, dipendente della società SanStefar di Montesilvano (Pescara), del gruppo Villa Pini. È una dei 250 dipendenti che hanno protestato duramente all’Aquila a palazzo dell’Emiciclo. Complessivamente i dipendenti del gruppo sono 1.600. “Da undici mesi siamo senza stipendio, continuiamo a lavorare minacciati perchè se, non lavoriamo, ci tolgono i pazienti - ha detto -. Oggi chiediamo la revoca della sospensione degli accreditamenti. In fondo, stiamo solo chiedendo di mantenere il posto di lavoro. Gli stipendi non so se ce li danno - ha proseguito -, ma è più importante per noi il posto di lavoro, mentre abbiamo il sospetto che si voglia risanare la sanità cancellando Villa Pini”. Un’altra dipendente, Patrizia Genchi, che lavora alla SanStefar di Chieti, ha spiegato che “oltre al disagio di non prendere lo stipendio, c’è quello di non lavorare più nel nostro centro perchè c’è uno sfratto in corso”. “Lavoro presso un centro in cui ci hanno dislocati con pazienti che quindi sono costretti a subire difficoltà gravi. Lavoriamo solo per una questione di etica professionale, ci crediamo e speriamo in un futuro migliore. Ci addolora scoprire che non solo non ci viene pagato lo stipendio da undici mesi, ma non sono stati versati i contributi da aprile 2009. E la Regione non risponde, non ci presta attenzione - conclude la Genchi - e non ci dà alternative o proposte di soluzione”.
L’Aquila - Hanno protestato a L’aquila, ieri, i dipendenti dell’outlet “Città Sant’Angelo Village” fermi davanti la sede dell’Emiciclo all’Aquila, dov’era in corso il Consiglio regionale, per chiedere di non avere restrizioni nel turno domenicale. Una ventina gli striscioni: “L’Abruzzo è già in crisi non mettete in crisi anche i lavoratori”, un altro: “A chi dà noia la nostra domenica?”. I dipendenti chiedono al Consiglio regionale di poter intervenire sulla legge regionale che impone ad outlet e centri con caratteristiche simili la necessità di chiudere la domenica, salvo alcune deroghe concesse dal Comune.
Pescara - Uil Abruzzo: “Scende la cassa integrazione, ma non a L’Aquila”. Ecco il documento integrale, a firma del segretario regionale Roberto Campo (nella foto), diffuso dal sindacato.
“Sale nuovamente la cassa integrazione a livello nazionale, +12,4% a febbraio su gennaio, dopo la flessione di gennaio rispetto a dicembre 2009; scende in Abruzzo (-37%), tranne che all’Aquila (+7%), sempre più in sofferenza. In valori assoluti, oltre 95 milioni di ore autorizzate di cassa integrazione a livello nazionale, ordinaria, straordinaria ed in deroga, di cui 1 milione e 330.000 ore in Abruzzo.
Preoccupa il peso crescente della cassa integrazione straordinaria rispetto all’ordinaria: oltre il 60% a livello nazionale, oltre il 66% in Abruzzo, dove il fenomeno è più grave, soprattutto a causa del dato dell’Aquila, dove su quasi 470.000 ore autorizzate, quasi 430.000 sono di cassa straordinaria (più del 91%). Non ci stancheremo mai di criticare la scelta dell’INPS di accorpare la cassa straordinaria e la cassa in deroga in un’unica voce.
La seconda provincia con il dato di cassa peggiore a febbraio è quella di Teramo, con circa 394.000 ore, di cui la maggioranza di straordinaria.
È presto per trarre conclusioni definitive circa l’andamento della crisi, ma è chiaro che si evidenziano difficoltà che, non dipendendo dalla domanda mondiale, non si risolveranno automaticamente con la ripresa, come nel caso della provincia dell’Aquila, che ha sommato al suo lungo declino economico e demografico il disastro del terremoto, e di Teramo, messa sotto pressione dalla concorrenza dei nuovi paesi prima della crisi mondiale.
Non si può continuare a rinviare la messa in campo di politiche di sviluppo, a cominciare dal cratere del sisma, dalle aree definite dai protocolli per la Vale Peligna e l’Abruzzo Interno e per la Val Vibrata. Bisogna spingere il Governo a definire l’operatività del Master Plan per il 2010, insistere con lo stesso Governo e l’Unione Europea per misure fiscali a favore dell’Aquila, ma la stessa Regione può dare il buon esempio e varare un pacchetto di agevolazioni fiscali a favore dell’area del cratere e, in misura decrescente, della Valle Peligna.
Il rinvio a dopo le elezioni amministrative, che non giustifichiamo, è l’ultimo che tollereremo senza reagire. Le nostre crisi non guariranno senza cure: è ora di cominciare a prestarne.”
Città Sant’Angelo (Pescara) - A tre mesi dall’apertura viene a galla una situazione di seria difficoltà al Village di Città Sant’Angelo, dove sarebbero a rischio dei posti di lavoro. Per scongiurare questa ipotesi, oggi 7 marzo, alle 11, è previsto sit-in di protesta durante il quale i dipendenti della Village manifesteranno per sottolineare il momento delicato che sono costretti a vivere. Quel che viene contestato è la chiusura per la domenica, giornata fondamentale per la vita di un company store, che di fatto mette a repentaglio numerosi posti di lavoro.
Atessa - La Fiom Cgil di Chieti per l’8 marzo - Festa della donna - consegna mimose alle operaie dell’azienda metalmeccanica Sevel di Atessa. Fiori a cambio turno, davanti ai cancelli della fabbrica, per mano delle Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie).
Atessa - Fiom Cgil di Chieti contro Fiat per l’atteggiamento dei vertici dello stabilimento Sevel di Atessa che, nelle scorse settimane, ha imposto ai propri dipendenti riposi forzati durante gli scioperi dei lavoratori della ex Ergom, ora Magneti Marelli. Scioperi attuati per chiedere una retribuzione più consona. Sevel non vuole concedere la cassa integrazione agli operai che ha fatto restare a casa. E il sindacato sta attuando scioperi e attivando una raffica di ricorsi legali presentati, dall’avvocato Domenico Sciorra, al giudice del lavoro di Lanciano.
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Apprendistato a 15 anni valido come ultimo anno di scuola obbligatoria. Pensionamento anticipato per i lavoratori impiegati in attività usuranti con criteri di priorità; elevabile, invece, fino a 70 anni e con 40 anni di contributi effettivi per i dirigenti medici e sanitari del Servizio sanitario snazionale. Tempi più lunghi per la riforma degli ammortizzatori sociali ma anche, accusano opposizione e sindacati, nuove norme sull’ arbitrato che aggirano l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Questi i punti salienti del disegno di legge sul lavoro approvato in via definitiva dal Senato senza modifiche rispetto al testo della Camera. La nuova legge ha avuto un parto lungo e travagliato: approvato dalla Camera il 28 ottobre 2008, modificato dalla Camera un anno dopo il 26 novembre del 2009 è stato nuovamente cambiato il 28 gennaio di quest’anno dalla CameraEcco, in sintesi, le misure più significative del ddl, approvato in quarta lettura e contestato dai sindacati.
- APPRENDISTATO A 15 ANNI VALE COME ULTIMO ANNO SCUOLA OBBLIGO. Possibilità di assolvere l’ultimo anno di obbligo scolastico, fissato a 16 anni, anche con l’apprendistato, che quindi varrà per i 15enni come stare in classe. Esplicitata la necessità di un’intesa regioni-ministeri Lavoro e Istruzione, sentite le parti sociali, per la regolamentazione di tale percorso; come indicato nel decreto legislativo attuativo della legge Biagi.
- DELEGA PER USURANTI, CRITERI PRIORITA’ PENSIONAMENTO. Una clausola di salvaguardia per il pensionamento anticipato (minimo 57 anni di età e 35 di contributi) dei lavoratori impiegati in attività usuranti, come i dipendenti notturni o gli addetti alla ‘linea di catena’, indica un criterio di priorità “in ragione della maturazione dei requisiti agevolati e, a parità degli stessi, della data di presentazione della domanda”. La delega al governo fissa in tre mesi dall’entrata in vigore della legge l’adozione dei decreti legislativi.
- CONGEDI, CONCILIAZIONE, ARBITRATO E LICENZIAMENTO. Soppressi i limiti per il riscatto dei periodi di congedo di maternità o parentale fuori dal rapporto di lavoro. Ripristinata la legge Biagi nella parte in cui autorizza i consulenti del lavoro ad avere un ruolo attivo nelle procedure di conciliazione. Le controversie di lavoro possono essere demandate, attraverso la certificazione, ad un arbitrato e l’inserimento delle clausole compromissorie viene legato alla contrattazione collettiva ed al confronto con le parti sociali. In tema di licenziamento, è estesa a tutti i rapporti di lavoro la possibilità di procedere all’impugnazione, entro 60 giorni.
- ART. 18 AGGIRATO PER I SINDACATI: si contesta la norma che prevede che già nel contratto di assunzione, in deroga dai contratti collettivi, si stabilisce che in caso di contrasto le parti si affidano ad un arbitrato. Il timore è che al momento dell’ assunzione il lavoratore accetti la via del’ arbitrato che lo garantisce di meno rispetto al contratto che prevede l’art 18 che tutela chi è licenziato senza giusta causa.
- DIRIGENTI MEDICI E SANITARI DEL SSN IN PENSIONE A 70 ANNI. Tutti i dirigenti medici e del ruolo sanitario del Ssn (quindi, per esempio, anche biologi e farmacisti) potranno andare in pensione entro i 70 anni di età e con 40 anni di contributi effettivi. Ciò vale anche per coloro in servizio al 31 gennaio 2010. Tale permanenza “non può dar luogo ad un aumento del numero dei dirigenti”.
- TEMPI PIU’ LUNGHI PER RIFORMA AMMORTIZZATORI. Passa a 24 mesi dall’entrata in vigore della legge in questione - non più 36 mesi dalla legge di attuazione del Protocollo sul welfare del 2007 - il tempo perché il governo eserciti le deleghe sulla riforma degli ammortizzatori sociali per il riordino degli strumenti a sostegno del reddito, così come dei servizi per l’impiego, degli incentivi all’occupazione e dell’apprendistato e, più in particolare, dell’occupazione femminile.
- PROCESSI LAVORO. I processi del lavoro tornano ad essere gratuiti. Nei casi di violazione nella trasformazione del contratto di lavoro a tempo determinato a tempo indeterminato, il datore di lavoro dovrà risarcire il lavoratore con una indennità onnicomprensiva fissata tra 2,5 a 12 mensilità. Indennità ridotta alla metà nel caso di contratti collettivi che prevedano l’assunzione, anche a tempo indeterminato, di lavoratori già occupati a termine nell’ambito di specifiche graduatorie.
- BORSA NAZIONALE LAVORO, ANCHE CURRICULA LAUREATI ON-LINE. Rafforzata la Borsa nazionale del lavoro, con l’inserimento on-line anche dei curricula degli studenti da parte dell’Ateneo per i dodici mesi successivi alla laurea; prevista anche la pubblicazione telematica dei bandi e dei concorsi della Pa, oltre ai dati relativi ad assunzione, proroga, trasformazione o cessazione dei rapporti di lavoro.
- CASELLARIO CENTRALE INFORTUNI. Al via l’organizzazione del Casellario centrale degli infortuni, in capo all’Inail.
- SINO A TRE ANNI PER DOMANDE ALBO ARTIGIANI. Passa da due a tre anni l’efficacia delle domande di iscrizione e cancellazione dall’albo delle imprese artigiane da comunicare all’Inps.
Lanciano (Chieti) - Qualificare il lavoro delle assistenti familiari, creare un Registro territoriale delle badanti e attivare servizi di sostegno alle famiglie con anziani per la gestione dei rapporti di lavoro con le badanti. Sono gli obiettivi di un progetto che l’Assessorato alle Politiche sociali di Lanciano ha avviato con l’assistenza tecnica di Lynx, l’agenzia per i sistemi locali di sviluppo. “Il nostro progetto - dice l’assessore Angelo Palmieri -, si propone di arricchire l’assistenza familiare, per essere più vicini alle famiglie, e far emergere il lavoro irregolare”. L’iniziativa, che rientra nel Programma Fondo famiglia attivato presso il Sottosegretariato alle Politiche per la famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, sperimenterà il fenomeno del “badandato” attraverso la creazione di un modello di governance del mercato del lavoro delle assistenti familiari. “Il Programma Fondo Famiglia - spiega il sindaco Filippo Paolini - rappresenta un’opportunità concreta per gli enti locali di condividere e sperimentare soluzioni efficaci e sostenibili rispetto a problematiche centrali per la qualità della vita dei cittadini e regolarizzando le assistenti impiegate fuori norma”.