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La Regione Abruzzo deve ancora dare attuazione all’iniziativa di sostegno per i mutui alle famiglie in difficoltà economica, a oltre due mesi dall’annuncio fatto dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Alfredo Castiglione: a denunciarlo sono la Uil e l’Adoc Abruzzo. “La cifra messa a disposizione - hanno ricordato in una nota congiunta Roberto Campo (Uil) e Luca Piersante (Adoc) - ammonta, secondo quanto affermato dall’assessore, a 1,9 milioni di euro, da distribuire agli aventi diritto per il pagamento delle rate di mutuo per l’acquisto, la costruzione ed il recupero della prima casa. A beneficiare di tale agevolazione devono essere le famiglie in difficoltà economiche dovute alla perdita del posto di lavoro di almeno un componente del proprio nucleo familiare, tale da incidere sul reddito complessivo in misura non inferiore al 30%”. “Iniziativa lodevole - hanno aggiunto - ma finora non ancora attuata: sono già numerosi i cittadini che hanno chiesto informazioni presso i nostri sportelli Uil aperti al pubblico, senza purtroppo ottenere alcuna informazione. Non certo per disinformazione degli addetti, ma per la serie di infiniti ’scarica barilè tipicamente italiani, messi in atto dagli enti abruzzesi. Chiamando il numero dell’ufficio delle Politiche attive del lavoro e delle Politiche Sociali (085/7675023) ci viene comunicato che è necessario parlare direttamente con la Banca presso cui si è acceso il mutuo. A questo punto, allora, si contatta l’istituto di credito, il quale ci comunica di avere sì aderito alla proposta della Regione, ma di essere in attesa della pubblicazione del bando per verificare i requisiti necessari; bando che, da quanto comunicato telefonicamente dall’addetta delle Politiche Sociali di Pescara, sarà pubblicato sul Bura. Il sito della Regione viene controllato quotidianamente, ma del bando nessuna traccia”.
La fiducia dei consumatori (crollata 113,5 a 108,3 nella media del Mezzogiorno) sale in Abruzzo, Molise, e, in misura minore, in Sardegna, mentre scende bruscamente nelle altre regioni del Sud con punte negative in Puglia e Basilicata. È quanto risulta dal Rapporto “Congiuntura Mezzogiorno” relativo al primo trimestre 2010 realizzato da Isae-Obi-Srm, dal quale emerge che in Italia, come in tutta l’Europa, si registrano i primi segnali di ripresa dopo la crisi economica, ma il Sud non aggancia il miglioramento del clima economico e, anzi, arretra. “In Italia - si legge nel documento - la ripresa del clima economico non è diffusa in modo omogeneo sul territorio: l’indice mostra consistenti segni di recupero nel Nord Ovest (da 94,2 a 99,8), Nord Est (da 88,9 a 93,6) e al Centro (da 86,6 a 91,7); nel Mezzogiorno, invece, l’indicatore scende bruscamente passando da 86,6 a 77,9 e riportandosi in prossimità dei valori del secondo trimestre dello scorso anno. A determinare tali differenze contribuisce soprattutto il diverso andamento del settore dei servizi». Nel settore dei servizi la fiducia crolla di quasi dieci punti al Sud (da -0,7 a -10,6), mostrando invece consistenti segni di ripresa sia al Nord (da -7 a +6,2 nel Nord Ovest e da -0,3 a 1,2 nel Nord Est) sia al Centro (da -7,2 a -0,9). Più omogenei risultano invece gli andamenti della fiducia delle imprese manifatturiere e dei consumatori, con un recupero diffuso con simile intensità a tutto il territorio nazionale, nel primo caso, ed un nuovo calo invece, sempre diffuso in modo omogeneo sul territorio, nel secondo. Per i servizi il calo registrato dal clima economico nel Mezzogiorno si diffonde omogeneamente a livello regionale. Quanto al settore manifatturiero, il recupero registrato nella media della ripartizione (da 80,9 a 84,1 l’indice di fiducia) rispecchia invece un andamento a ‘macchia di leopardò sul territorio: la fiducia aumenta, infatti, in Puglia e in Campania e, in misura minore, in Abruzzo e Calabria; è sostanzialmente stabile in Sicilia e cala invece in Basilicata, Sardegna e Molise. Anche nelle costruzioni, la sostanziale stabilità del clima di fiducia a livello di macro-ripartizione riflette andamenti differenziati su base regionale, con recuperi in Abruzzo, Molise, Puglia e Sardegna controbilanciati da bruschi cali nelle altre regioni”.
Lanciano (Chieti) - La Finanza di Lanciano, nel corso di controlli presso un noto ristorante del centro storico di Lanciano (Chieti), hanno scoperto che il gestore utilizzava alimenti scaduti o mal conservati. Gli alimenti individuati, e successivamente sequestrati, sono stati principalmente pasta, carne e pesce che altrimenti sarebbero stati serviti alla clientela. È stato richiesto anche l’intervento dei funzionari dell’Asl che, a seguito di accertamenti, hanno disposto la chiusura del ristorante al fine di ristabilirne le idonee condizioni igienico-sanitarie. Il gestore del ristorante è stato segnalato alla magistratura.
L’Aquila – “Sugli OGM, gli organismi geneticamente modificati, la posizione del Governo regionale e’ piu’ che mai chiara essendo dettata dal rispetto della legge regionale numero 6 del 2001 che sancisce il divieto di coltivare piante e di allevare animali geneticamente modificati nel territorio della regione Abruzzo. Altre chiavi di lettura sarebbero solo frutto di illazioni senza alcun fondamento”.
L’assessore all’Agricoltura, Mauro Febbo, risponde cosi’ alle preoccupazioni manifestate dal consigliere regionale, Maurizio Acerbo, e dal segretario regionale del Prc, Marco Fars, in merito ad una decisione che la Conferenza Stato-Regioni potrebbe prendere sull’argomento nella sua prossima seduta.
“Proprio questa mattina, - aggiunge l’assessore Febbo - in sede di comitato tecnico permanente di coordinamento in materia di agricoltura esprimero’, a nome della Regione Abruzzo, il fermo no ad ogni ipotesi di liberalizzazione degli OGM visto che, a parte il nostro deciso orientamento, quella legge rappresenta l’unico indirizzo cui attenersi”. L’assessore Febbo ha, inoltre, ricordato che la Regione Abruzzo e’ entrata a far parte della Rete delle Regioni Europa libere da OGM (al momento sono 47 in tutto) e che, a partire dal 2005, ha avviato una serie di iniziative con le istituzioni europee per approfondire la riflessione su cio’ che comporta la coltivazione di OGM per determinate realta’ locali.
Pescara – Sanzioni per quasi 100mila euro, 11 denunce e 645 chilogrammi di prodotti ittici sequestrati. E’ il bilancio dei controlli sulla filiera della pesca effettuati dalla direzione marittima della Guardia Costiera di Pescara dal 10 al 23 dicembre scorso tra Abruzzo e Molise, nel corso dell’operazione ‘Giano. L’attivita’ di indagine, che ha impegnato 113 uomini in 791 controlli, ha riguardato le unita’ di pesca ai punti di sbarco, i mercati ittici, i centri di distribuzione delle pescherie, i punti di ristorazione. Le maggiori violazioni hanno riguardato l’inosservanza delle norme sulle etichettatura e la tracciabilita’ dei prodotti e il rispetto delle norme igienico-sanitarie.
Ufficialmente si parte tra pochi giorni, ma la corsa ai saldi invernali è già scattata come ogni anno con settimane di anticipo. Molti gli esercizi commerciali che ormai da anni praticano “sconti” reali ai clienti abituali avvisandoli via sms, email o telefono, della partenza delle prevendite. Il 2 gennaio comunque saldi al via in quasi tutti le regioni, Lombardia e Lazio in testa. Si parte il 5 invece in Abruzzo, Liguria, Puglia, il 7 in Molise, Toscana, Umbria, il 6 in Sardegna. I saldi invernali saranno però “un flop”, secondo il Codacons, e “faranno registrare riduzioni degli acquisti comprese tra il 10 e il 20% specie nelle grandi città “, con un budget a testa a disposizione che non supererà i 130 euro. Insomma, i negozianti già alle prese con un calo di almeno il 25% delle spese natalizie secondo i calcoli di Federconsumatori, avranno poco di che gioire. Proprio “per stimolare la domanda”, Abusbef e Federconsumatori chiedono così l’immediato anticipo dei saldi, senza attendere la data ufficiale di avvio.
Coop Adriatica ha deciso di prorogare fino all’11 aprile 2010 lo sconto settimanale del 10% sulla spesa per lavoratori licenziati, in cassa integrazione o con contratto di solidarietà . I beneficiari potranno così usufruire di altri sedici buoni validi ciascuno per una riduzione del 10% su una spesa settimanale fino a 60 euro in 156 punti vendita in Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Abruzzo. Nel 2009, da metà aprile a domenica scorsa, oltre 16.500 lavoratori in difficoltà hanno fatto la spesa con il 10% di sconto settimanale nei negozi di Coop Adriatica, con un risparmio complessivo di circa 800 mila euro, pari a circa 48 euro a testa. Oltre 12 mila beneficiari sono dell’Emilia-Romagna: a Bologna, Ravenna, Rimini, Forlì e Cesena l’iniziativa ha avuto un valore di oltre 570 mila euro. Lo sconto solidale, lanciato inizialmente per sole dodici settimane, è stato rinnovato fino a settembre, e poi ancora fino al 20 dicembre. Complessivamente, l’intervento garantirà quindi un anno di sostegno, trasferendo risparmi che, si stima, raggiungeranno quota 1,2 milioni di euro, assicurando fino a 312 euro per ciascun lavoratore. Lo sconto sulla spesa si affianca alle altre iniziative messe in campo da Coop Adriatica a sostegno del potere d’acquisto dei soci e dei consumatori in un momento di particolare difficoltà delle famiglie. I buoni - che si presentano in forma anonima e possono essere ritirati in modo riservato - sono validi su qualunque prodotto, compresi gli articoli già in promozione, con le sole eccezioni di farmaci, giornali e riviste, che per legge non possono essere scontati. Per usufruirne, occorre essere soci di Coop Adriatica. Chi non lo è, potrà associarsi ricevendo un ulteriore buono spesa che compenserà l’importo versato per la quota sociale. Per ritirare i buoni, basta presentarsi all’ufficio soci dei 16 ipercoop e 138 supermercati Coop interessati con un documento rilasciato dal datore di lavoro che comprovi la condizione occupazionale a partire dall’ottobre 2008: la lettera di licenziamento per ridimensionamento aziendale o chiusura dell’attività , una dichiarazione attestante la cassa integrazione ordinaria o straordinaria, o, ancora, il contratto di solidarietà . Non si ha invece diritto ai buoni se la fine del rapporto di lavoro è dovuta a licenziamento per giusta causa o a giustificato motivo soggettivo o per dimissioni. L’attestazione andrà esibita ogni mese.
Le prospettive di rilancio della bieticoltura e la prossima campagna bieticolo-saccarifera sono state, questa mattina, a Pescara, presso la sede dell’assessorato all’Agricoltura, al centro di un incontro tra l’assessore all’Agricoltura, Mauro Febbo, l’assessore all’Agricoltura della Regione Molise, Nicola Cavaliere, l’amministratore delegato dello zuccherificio di Termoli, Domenico Porfido, il responsabile economico della Coldiretti Abruzzo, Nicola Lucci, ed i rappresentanti delle associazioni bieticole ANB, CNB, ABM e CAST.
L’assessore Febbo, in particolare, anche in considerazione della grande tradizione bieticola e saccarifera dell’Abruzzo, ha garantito l’attenzione della Regione all’intero settore attraverso interventi mirati che potranno trovare spazio sia all’interno del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) che in altre azioni specifiche di sostegno e che riguarderanno sia la fascia costiera che i campi della Marsica . ‘Tra gli obiettivi del vertice - ha spiegato Febbo - c’era anche quello di definire il prezzo della barbabietole al fine di fornire certezze agli agricoltori ed incentivarli cosi’ alla produzione. In questo modo, infatti, non solo verrebbe salvaguardata l’economia di un comparto tutt’altro che secondario per la nostra agricoltura ma si darebbe anche una bella boccata d’ossigeno all’attivita’ dello zuccherificio di Termoli che e’ rimasto l’unico del centro-sud’. Intanto, attraverso un apposito piano di incentivi e di finanziamenti ad hoc si punta anche a raddoppiare la superficie agricola destinata alla bieticoltura che, al momento, in Abruzzo e’ a pari a circa 1400 ettari.
Dal primo settembre via dagli scaffali le lampadine tradizionali, quelle che fino a oggi hanno accompagnato ogni momento della nostra vita quotidiana. Entra infatti in vigore una direttiva dell’Unione Europea che mette al bando le lampadine a incandescenza, ritenute poco efficienti e molto inquinanti. Al loro posto lampade alogene e a basso consumo, viceversa a meno emissioni di CO2 e a maggior rendimento energetico.
La sostituzione a livello mondiale – secondo uno studio del Centro di Ricerca & Sviluppo di Philips - delle lampade ad incandescenza per uso domestico con tecnologie di ultima generazione (risparmio energetico e Led) porterà ad un risparmio di 46 miliardi di euro in elettricità e 239 milioni di tonnellate di CO2, pari alla produzione di 228 centrali elettriche o a 685 milioni di barili di petrolio in un anno. A livello europeo il risparmio in elettricità sarebbe pari a 10 miliardi di euro e la riduzione di CO2 di 38 milioni di tonnellate, pari alla produzione di 52 centrali elettriche o a 156 milioni di barili di petrolio in un anno. In Italia, annualmente, si vendono, nel canale della grande distribuzione, oltre 3.000.000 di lampade ad incandescenza da 100 Watt e per il momento solo 1.500.000 di lampade a risparmio energetico da 18 e 20 Watt corrispondenti ad una 100 Watt ad incandescenza. L’illuminazione in generale copre circa il 19% dell’uso di elettricità nel mondo e si basa per quasi tre quarti su soluzioni antiquate e energeticamente inefficienti. La lampada a incandescenza, ora al bando, venne inventata nel 1854 da Heinrich Goebel, un orologiaio tedesco emigrato in America. Il modello però era ancora troppo rudimentale e Goebel non riuscì a perfezionarlo. Edison: la luce è nelle case. Nel 1878 viene costruito un modello sufficientemente durevole: a realizzarlo Thomas Alva Edison. Nella lampada ad incandescenza la luce viene prodotta dal riscaldamento di un filamento di tungsteno, attraverso cui passa la corrente elettrica. Il filamento è racchiuso in un bulbo di vetro, contenente argon. Durante il funzionamento il filamento raggiunge temperature fino a 2.700 Gradi kelvin (circa 2.427 gradi centigradi) e il tungsteno evapora: via via che la lampadina è accesa, il filamento diventa sempre più sottile, e dopo circa 1.000 Ore di funzionamento il filamento si spezza e la lampada esaurisce il suo ciclo di vita. Questo tipo di lampada produce soprattutto calore, e solo il 5-10% dell’energia prodotta viene convertita in luce. A causa del suo carso rendimento inizierà a essere ritirata dal mercato. Ecco, qui di seguito, i nuovi tipi di lampadine che andranno a sostituire, gradualmente, quelle tradizionali: Lampada alogena - è una variante di quella a incandescenza tradizionale. E’ così detta perchè nel bulbo, oltre all’argon, contiene iodio, elemento classificato come ‘alogeno’ (insieme a fluoro, cloro, bromo, astato), e kripton, gas nobile. A volte la lampada è anche a base di xeno, altro gas nobile. Questo tipo di lampadina raggiunge un’incandescenza maggiore (fino a 3.000 Gradi kelvin, circa 2.727 Gradi centigradi), sprigionando quindi più energia. Nelle lampade alogene le molecole di tungsteno rilasciate dal filamento per via delle elevate temperature, si combinano con lo iodio dando vita ad un sale, l’alogenuro di tungesteno. Questo composto chimico entra a sua volta in reazione con il filamento incandescente: l’alta temperatura spezza il legame che unisce l’alogenuro, il tungsteno viene rilasciato e ridepositato sul filamento stesso, e questo ‘giocò di reazioni ricomincia. Si genera così il ciclo alogenò, una sorta di vera e propria autoalimentazione della lampadina, che ha un periodo di vita doppio rispetto a quello tradizionale (2.000 Ore). Inoltre il rendimento
luminoso di una lampada alogena, è del 50-100% superiore rispetto a quella tradizionale, e può funzionare dalle 2.000 Alle 6.000 Ore (cioè da due a sei volte di più della lampada a incandescenza). Lampadine a basso consumo energetico - rappresentano la versione compatta delle lampade al neon. Sono formate da uno o più tubi di vetro contenenti vapori di mercurio, con un elettrodo posto all’estremità di ciascun tubo. All’accensione della lampadina, la corrente attraversa gli elettrodi provocando una scarica di gas: i vapori di mercurio emettono un raggio ultravioletto che viene trasformato in luce dalla polvere fluorescente che ricopre la parete interna del bulbo. Queste lampade costano di più di quelle tradizionali, ma consumano molta meno energia perché hanno migliori rendimenti luminosi. Inoltre, hanno una durata di vita più lunga. A differenza dei modelli a incandescenza, quelli a basso consumo energetico non sviluppano subito la loro massima intensità luminosa: per avere luce ‘iena bisogna attendere qualche decina di secondi, a volte qualche minuto dall’accensione. In generale, le lampadine a basso consumo energetico si illuminano ancora più lentamente in ambienti freddi, dove fanno maggiormente fatica a sviluppare tutta la loro luminosità.
(Il Corriere della Sera)
I prezzi tornano a crescere. Dopo l’inflazione tasso zero di luglio, ad agosto il carovita, secondo i dati dell’Istat, è stato dello 0,2% su base annua e dello 0,4% rispetto a luglio. Il rialzo è il più consistente da luglio 2008.
Segno opposto invece per i dati Ue: secondo la stima flash di Eurostat, l’istituto di statistica europeo, i prezzi in agosto nei paesi di Eurolandia sono scesi dello 0,2%, il livello più basso dalla nascita dell’euro. In luglio l’indice dei prezzi al consumo nei 16 Paesi della zona euro era stato pari a -0,7%. Il dato definitivo sarà reso noto da Eurostat il prossimo 16 settembre.
Prezzi dei beni alimentari ancora in calo ad agosto, mentre i carburanti registrano un “rimbalzo” e ricominciano a crescere rispetto a luglio 2009. Gli alimentari hanno segnato una diminuzione su base mensile dello 0,1%, che ha ulteriormente rallentato l’andamento tendenziale, passato dal +1,5% annuo messo a segno a luglio al +1,2% di agosto. In particolare il prezzo della pasta di semola di grano duro è diminuito dello 0,1% rispetto a luglio e del 2,1% rispetto ad agosto di un anno fa. In calo anche i vegetali freschi, diminuiti dell’1,1% su base mensile ma aumentati del 2,3% su base annua.
Rimbalzano, invece, i prodotti energetici, che complessivamente sono aumentati dello 0,5% rispetto a luglio 2009. In particolare riprende a salire la benzina verde, che segna +1,8% su base mensile (-11% rispetto ad un anno fa). Ancora più forte il balzo in avanti del gasolio, che è aumentato su base mensile del 3% (-22,5% rispetto ad agosto 2008).
Commercio: vendite al dettaglio -0,8%. Le vendite al dettaglio nel mese di giugno hanno registrato un calo dello 0,8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno e dello 0,4% rispetto a maggio. Il calo su base annua, secondo i dati dell’ Istat, è stato dello 0,5% per le vendite di prodotti alimentari e dello 0,9% per gli altri settori.
(Il Messaggero)