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L’Aquila – Una buona notizia per le organizzazioni di volontariato della nostra regione: il 22 gennaio saranno pubblicate sul sito del Coordinamento Regionale dei Centri di Servizio per il Volontariato, nonché sui siti internet dei quattro CSV abruzzesi e del Comitato di Gestione Abruzzo le graduatorie relative al Bando “Perequazione per la progettazione sociale – Regione Abruzzo Anno 2008”.
Si tratta di una serie di proposte di infrastrutturazione sociale presentate da associazioni di volontariato, singole o consorziate, nel mese di marzo 2009. Ammontano a 33, su circa 50 progetti presentati, le idee finanziate che vanno da proposte educative per contrastare la devianza giovanile, all’assistenza agli anziani non autosufficienti, all’assistenza alle persone diversamente abili, nonché il sostegno alle famiglie con soggetti svantaggiati.
Ricordiamo che il totale delle risorse assegnate dopo un lungo iter procedurale, curato da una apposita Commissione Regionale, ammonta a circa 850 mila euro, recuperati grazie ad un meccanismo di perequazione a livello nazionale.
Avvenuta la diffusione della graduatoria, i proponenti dei progetti per i quali il contributo è stato approvato saranno chiamati, secondo il territorio di appartenenza, a sottoscrivere una convenzione con i Centri di Servizio di L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo, che ne seguiranno la fase di attuazione e monitoraggio. Con la sottoscrizione della convenzione le associazioni beneficiarie maturano il diritto all’erogazione delle risorse, nel rispetto delle tempistiche previste dallo stesso bando.
I siti internet interessati sono www.abruzzocsv.org, www.csvpescara.it, www.csvteramo.it, www.csvch.org, www.csvaq.it e www.cogeabruzzo.it.
L’Aquila – “Esprimo profonda preoccupazione in merito al progetto di 21 milioni di euro di fondi Cipe da spendere per opere di ripascimento in nove comuni costieri della Regione. Sebbene le opere di ripascimento siano utilizzate in diverse regioni italiane, solo in alcune vengono realizzate con i giusti criteri e riescono ad evidenziare un beneficio per le spiagge. Non è questo il caso della Regione Abruzzo. Il fallimento di queste opere è sotto gli occhi di tutti gli abruzzesi. Caso emblematico di questo sperpero di soldi pubblici è la spiaggia di Casalbordino: ben 5 operazioni di ripascimento negli ultimi anni che non hanno prodotto alcun risultato utile. Milioni di euro letteralmente gettati a mare!
E’ quanto afferma Walter Caporale, Consigliere Regionale “VERDI-SD”
“Solo ad Ortona viene stimata una cava di 100 ettari e a Vasto una di 20 ettari. Il progetto di ripascimento della Regione sembra ignorare il Sistema delle Aree Protette Costiere in particolare la Riserva Regionale di Punta Aderci destinata forse a subire più di altre zone costiere l’impatto delle cave sottomarine. L’asportazione di milioni di metri cubi di sabbia comporterà un impatto sull’erosione, sulla fauna e la flora marina, sulla torbidità delle acque e sulle microcorrenti costiere. Dove sono documentate le conseguenze di tali operazioni? Vogliamo sapere quali saranno gli impatti anche sul turismo e sulla pesca. Il silenzio della Regione Abruzzo è ai massimi livelli – dice ancora Caporale –: i Consiglieri regionali ignorano i pareri del Servizio Opere Marittime e Qualità delle Acque Marine e non è stata finora garantita l’informazione e la partecipazione del pubblico al procedimento. E’ necessario, sospendere l’iter autorizzativo delle cave sottomarine fino alla realizzazione di studi approfonditi sugli impatti dei ripascimenti. Inoltre, occorre rendere pubblici i documenti ed i progetti per avviare la partecipazione dei comuni, dei cittadini e delle associazioni no profit”.
Pescara – L’erosione delle nostre spiagge è il risultato di una cattiva gestione della costa, spesso volta a cercare la soluzione di singoli problemi con azioni atte a soddisfare interessi immediati ma che si sono dimostrati essere inefficaci e controproducenti in tempi più lunghi. A questo proposito Luzio Nelli, della segreteria regionale di Legambiente Abruzzo, dichiara: «Questa pratica di interventi sui sistemi costieri, privi di una visione complessiva che guardi alle cause dell’erosione (politiche speculative fondiarie, cementificazione dei fiumi, ecc.) e privi dell’attuazione del piano integrato di gestione della costa, è deleteria e comporta di fatto solo sperpero di denaro pubblico (milioni di euro), senza risolvere il problema, spesso vanificato dalla prima mareggiata, che invece potrebbe essere meglio investito nella riqualificazione e valorizzazione di tutto il litorale».
Quindi, non è questa la politica giusta per la protezione e ricostruzione delle spiagge erose dal mare. Basta ricordare gli interventi già fatti sui litorali di Casalbordino e Torino di Sangro nei precedenti anni, rivelatisi poi inutili se non addirittura dannosi.
«Inoltre – dichiara Fausta Nucciarone, il presidente del Circolo Legambiente di Vasto – il sito selezionato a Vasto a ridosso della riserva naturale di Punta Aderci evidenzia ulteriori potenziali problematiche legate alla distanza dalla spiaggia “attiva”, alla profondità e volume dei prelievi: ciò potrebbe comportare conseguenze negative per tutti gli operatori seri che hanno un interesse alla reale risoluzione del problema dell’arretramento delle spiagge, in visione anche di una valorizzazione dell’ambiente naturale».
Una rappresentanza composta da 300 persone tra alpini e familiari del reggimento abruzzese ed accompagnata dal comandante, colonnello Franco Federici, ha preso parte parte all’udienza generale del mercoledì nell’aula Nervi, nei pressi della Basilica di San Pietro.
Per l’occasione, Papa Ratzinger ha impartito la benedizione agli alpini del 9° reggimento che entro pochi mesi partiranno per la zona occidentale dell’Afghanistan, per prendere parte alla missione Nato Isaf (International Security Ssistance Force).
Il 9° reggimento Alpini è stato impegnato negli ultimi anni in molti teatri operativi, partecipando a diverse missioni fuori area dell’Esercito Italiano (Mozambico nel 1993; Bosnia nel 1998; Albania nel 1999; Kosovo nel 2000, nel 2001 e nel 2007; Afghanistan nel 2003, nel 2005 e nel 2008). Nel recente passato, invece, è intervenuto in Abruzzo nelle operazioni “Gran Sasso” e “Strade Sicure”, in soccorso della popolazione abruzzese ed in concorso all’Autorità di Pubblica Sicurezza, per il controllo del centro storico de L’Aquila e di altri punti sensibili dell’hinterland cittadino a seguito del sisma del 6 aprile dello scorso anno e all’operazione “Giotto 2009”, in occasione del vertice dei capi di Stato e di Governo dello scorso luglio.
Don Paolo Solidoro, cappellano del reggimento e coordinatore dell’iniziativa ha assistito spiritualmente i militari e le loro famiglie durante l’incontro con il pontefice.
Pescara – Ha raggiunto il picco del + 55% la quota dei passeggeri transitati nell’aeroporto d’Abruzzo nel mese di dicembre (30.383 contro i 19.635 del 2008).
Cifre che consentono di tirare le somme a fine anno con un bilancio pari a un totale annuo di 410.000 (+1,8%) passeggeri contro i 402.000 del 2008. Questi numeri confermano la bonta’ delle scelte effettuate dal Consiglio di amministrazione che all’inizio del 2009 ha deciso di puntare sulla destagionalizzazione delle attivita’ incrementando i collegamenti nel periodo ottobre-marzo. Semestre che vede protagoniste le tratte di Bergamo, Cagliari, Eindhoven. “Un consuntivo soddisfacente - ha detto Vittorio Di Carlo, presidente di Saga - considerata la situazione di crisi generalizzata e del terremoto che ha colpito una parte importante del territorio regionale. Ringrazio gli amministratori, i dirigenti e i collaboratori che hanno reso possibile tale risultato”. Le previsioni per il 2010 indicano in 500.000 i transiti realizzabili, riportando la crescita dello scalo in linea con il piano industriale 2007/2013 che prevede nel 2013 di raggiungere gli 800.000 passeggeri.
L’Aquila – L’Aquila non manchera’ il tradizionale appuntamento con la Fiera dell’Epifania. Ma sara’ comunque una manifestazione in piena sintonia con la vita delle popolazioni terremotate: lontana dal cuore della citta’ (il centro storico e piazza del Duomo invasi in passato da migliaia di visitatori), frammentata e, soprattutto, contenuta. Domani, 5 gennaio, si rinnovera’, dunque, per la 62esima volta, la Fiera dell’Epifania, uno dei momenti piu’ importanti per il capoluogo, dal punto di vista sociale, economico, ma anche d’immagine.
Saranno 219 le bancarelle provenienti da tutta Italia, con i prodotti piu’ disparati, ad animare la vigilia della Befana; circa la meta’, per ovvi motivi di spazio e di sicurezza, rispetto agli scorsi anni, quando si sfioravano anche i 500 stalli. Le domande di partecipazione anche per questa edizione hanno raggiunto la stessa cifra, ma alla fine si e’ preferito assegnare i pochi posti disponibili agli ambulanti locali, ancora alla ricerca di una sede stabile dopo aver dovuto lasciare la Piazza del mercato, ed a coloro con una maggiore presenza alle spalle. Sara’ comunque una Fiera dal duplice volto. Quello di chi vuole a tutti i costi darle un significato di rinascita, di ritorno ad una parziale ‘’normalita”’; e quello di chi la considera una ‘’forzatura'’. Le bancarelle non occuperanno, infatti, tutto il centro, dalla Piazza al Corso, alla Villa, alle strade adiacenti in un unicum armonioso, ma saranno suddivise in due tronconi, uno alla Villa comunale, all’ingresso del centro, l’altro all’entrata opposta alla Fontana Luminosa e viale Gran Sasso. In mezzo la parte storica della citta’, inaccessibile, ferita e incerottata. Per accedere alla Fiera sara’ possibile utilizzare i bus navetta, in funzione dalle 8 alle 21 di domani, con due fermate principali, al centro commerciale L’Aquilone, a Pile, e dall’iperstore GS, verso Bazzano.
Pescara – Si terra’ domani mattina, con inizio alle 12, nella sala della Cna regionale, in via Cetteo Ciglia numero 8, a Pescara, l’assemblea regionale dei balneatori abruzzesi. Promosso da Fab-Cna, Assobalneari-Confindustria e consorzio Ciba, l’incontro rappresenta il primo momento di coordinamento delle sigle che organizzano il mondo delle imprese turistiche abruzzesi, impegnate nelle consultazioni con la regione Abruzzo per il rinnovo delle concessioni demaniali marittime. Il coordinamento, voluto da Fab-Cna, Assobalneari-Confindustria e consorzio Ciba, rappresenta 284 aziende sulle circa 600 complessive del settore in Abruzzo.
L’Aquila Entrera’ in carica domani, mercoledi’ 9 settembre la prima donna chiamata a dirigere il piu’ grande centro sotterraneo di ricerca astroparticellare del mondo.
Lucia Votano, 61 anni, all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dal 1976, da domani sara’ il nuovo direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, fiore all’occhiello della ricerca scientifica italiana. Il Gran Sasso attira ogni anno centinaia di ricercatori da tutto il mondo che scelgono di venire a fare scienza in una struttura italiana di altissima qualita’. La decisione di affidare a Lucia Votano la guida dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso e’ stata presa nel giugno scorso dal Consiglio direttivo dell’Infn. Negli ultimi anni i Laboratori sono stati diretti dal professor Eugenio Coccia che ha terminato il suo mandato. Prima donna a dirigere uno dei quattro grandi laboratori nazionali dell’Infn (gli altri sono quelli di Frascati, di Legnaro vicino a Padova e di Catania), Lucia Votano ha cominciato la sua carriera scientifica all’interno dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’Infn. E’ stata poi promossa primo ricercatore nel 1988 e direttore di ricerca nel 2000. Nel corso della sua carriera scientifica ha partecipato alla realizzazione di importanti esperimenti internazionali al CERN di Ginevra e al laboratorio DESY ad Amburgo, in Germania e negli stessi Laboratori del Gran Sasso. ” I Laboratori Nazionali del Gran Sasso - spiega Lucia Votano - hanno una posizione di leadership mondiale nella fisica delle astroparticelle, disciplina che negli ultimi 10 anni ha avuto uno sviluppo eccezionale mi trovo quindi con una ricca “eredita’”. Il centro di ricerca del Gran Sasso si trova a oltre mille metri sotto la montagna abruzzese E’ il piu’ grande laboratorio sotterraneo del mondo. E’ sede di esperimenti di rilevanza internazionale come il Cngs, il flusso di neutrini “lanciato” dal laboratorio europeo del Cern di Ginevra e ricevuto - dopo circa 700 chilometri di viaggio - dall’esperimento Opera (di cui Lucia Votano ha presieduto il Collaboration Board, l’organo decisionale costituito dai rappresentanti di tutti gli Istituti partecipanti) e presto anche dall’esperimento Icarus ideato dal premio Nobel Carlo Rubbia.
Per la vendemmia 2009 si confermano quantita’ (sugli stessi livelli del 2008 con circa 46 milioni di ettolitri di vino) e qualita’ (buona), me per prezzi delle uve pagati ai produttori e’ un vero crollo verticale.
La diminuzione si attesta, in media tra il 10 e il 20 per cento, con punte anche del 40 per cento rispetto allo scorso anno. I vitivinicoltori sono, quindi, in seria difficolta’ anche a causa degli aumenti dei costi produttivi e contribuitivi che contribuiscono al “taglio” netto dei redditi. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori che denuncia anche speculazioni a danno dei produttori e sollecita un Tavolo di confronto a livello ministeriale con la partecipazione di tutti i rappresentanti della filiera, prima che la situazione degeneri inevitabilmente. E’ davvero una fase difficile, ma quello che piu’ preoccupa -avverte la Cia- e’ che, da un lato, il sacrificio piu’ grosso sara’ ancora una volta a carico dei produttori di uva, e dall’altro, che con questa frenetica corsa al ribasso verranno meno i margini di investimento per il mercato. Il tutto con la possibile conseguenza di un ulteriore abbassamento del prezzo della bottiglia e la diminuzione, nel contempo, del richiamo di molte tipologie, attrattiva conquistata negli anni con grande fatica. In sostanza, gli attuali bassi prezzi -ribadisce la Cia- costringono i produttori al sottocosto.
Una cosa che puo’ andare bene per altri settori, ma non per quello agricolo in quanto mette a rischio la redditivita’ e puo’ causare la chiusura delle aziende. Si rilevano prezzi in netto calo -sostiene la Cia- di alcune uve atte a produrre vini Doc che starebbero sotto i 25 centesimi al chilo. E’ un fatto molto negativo che in alcuni casi puo’ probabilmente costringe produttori a cessare la loro attivita’ il prossimo anno.
I prezzi -evidenzia la Cia- sono segnalati in calo generalizzato un po’ in tutte le regioni e, come elemento di ulteriore criticita’, sembrerebbe in atto un deciso ridimensionamento, se non una scomparsa, della domanda dai soggetti che abitualmente hanno animato il mercato delle uve. Situazioni difficili si registrano per le uve trentine per le basi spumante. In Toscana, benche’ e’ ancora presto per determinare il prezzo delle uve rosse destinate alle denominazioni piu’ importanti, l’elemento di maggiore preoccupazione arriva proprio dalla immobilita’ del mercato. Anche per prodotti di qualita’, come Vermentino della Maremma, si ha un prezzo che si aggira sui 70 euro al quintale, che nel 2008 poteva arrivare anche a 100-110 euro al quintale. Stesso discorso per Sangiovese, Merlot, il Cabernet Sauvignon, le cui uve sono quotate 30-40 euro al quintale, mentre nel 2008 spuntava un prezzo di 60-70 euro al quintale. Scendendo piu’ a Sud, la situazione non cambia. Anzi. In Puglia 20 sono gli euro che occorrono per acquistare un quintale di Chardonnay (nel 2008 ce ne volevano 30). In Sicilia una partita di uve pregiate (Merlot, Cabernet Sauvignon, Syrah) costa 30-35 euro al quintale, nello scorso anno, invece, occorrevano 45-50 euro. Bassissimi i prezzi delle uve meno pregiate come il Grecanico, che si puo’ trovare a 10 euro al quintale, o lo stesso Nero d’Avola, acquistabile con 20-25 euro al quintale. Un’unica eccezione della tendenza al ribasso -conclude la Cia- sembra essere rappresentata dal Prosecco. Il prezzo delle uve destinate alla Doc e’ stabile a 50 euro al quintale, come nel 2008. Le uve Prosecco destinate alla Docg (Conegliano e Valdobbiadene) costano 100 euro al quintale come l’anno passato.
Ha diritto ad un risarcimento danni il marito di una donna che non puo’ piu’ avere rapporti sessuali dopo un intervento chirurgico non riuscito.
Lo si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha confermato il verdetto della Corte d’appello di Bari, con il quale era stato stabilito un risarcimento di 90 milioni di vecchie lire a favore di una donna e di 26 milioni per suo marito da parte della Regione Puglia, della Gestione liquidatoria della ex Unita’ Sanitaria locale Ba/1 di Barletta e dello specialista ginecologo in servizio presso l’Ospedale civile di Barletta, dove la signora era stata operata una prima volta nel 1986, mentre successivamente aveva subito un intervento su una fistola post-operatoria a seguito di isterectomia, effettuato dallo stesso medico, in una casa di cura, senza trarne effetti benefici su una sopravvenuta incontinenza urinaria. Per questo, non aveva piu’ potuto avere rapporti sessuali con il coniuge. La Suprema Corte (terza sezione civile, sentenza n.19092) ha rigettato i ricorsi confermando la decisione dei giudici del merito: “La Corte di Bari - si legge nella sentenza - ha ampiamente e logicamente motivato” in ordine alla responsabilita’ del medico e, in particolare, “sul nesso causale tra l’intervento chirurgico eseguito dallo stesso e l’insorgenza della fistola vescico-vaginale con conseguente compromissione della integrita’ psico-fisica del soggetto leso”.