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Pescara – Sono terminati come previsto intorno all’una della notte appena trascorsa i lavori di allaccio delle nuove condotte realizzate a Bussi e l’intervento di manutenzione dell’acquedotto Giardino, opere necessarie per attivare il primo nuovo pozzo realizzato dall’Aca in località San Rocco. Appena terminati i lavori è stato riattivato l’acquedotto Giardino e sono cominciate le manovre per la reimmissione dell’acqua potabile nelle condotte, operazione terminata con successo intorno alle 6.30. Nelle prossime ore verranno riaccesi anche i 6 pozzi attualmente già attivi a Bussi. La situazione dell’erogazione idrica nei venti comuni interessati dalla sospensione di acqua potabile nella giornata di ieri tornerà dunque a pieno regime entro il primo pomeriggio odierno. “Ancora per qualche ora – ha affermato stamane la Direzione dell’Azienda Acquedottistica di Pescara – alcune zone dei venti comuni interessati dall’intervento (Alanno, Bolognano, Bussi sul Tirino, Castiglione a Casauria, Casalincontrada, Cepagatti, Chieti, Città Sant’Angelo, Manoppello, Montesilvano, Pescara, Pianella, Rosciano, San Giovanni Teatino, Scafa, Spoltore, Tocco da Casauria, Torre de’ Passeri, Torrevecchia Teatina e Turrivalignani), potrebbero avvertire cali di pressione e carenze idriche. La distribuzione di acqua potabile, comunque, tornerà alla normalità entro il primo pomeriggio di oggi”.
Biennio 2008-2009 in forte calo, contrazione degli investimenti (-9%) e 250mila posti di lavoro in meno.
Il terzo Rapporto congiunturale elaborato dal centro studi Ance fa luce sull’industria delle costruzioni, mettendo nero su bianco che le situazioni piu’ difficili si registrano proprio al Nord, anche se in Lombardia la flessione e’ in effetti inferiore rispetto ad altre Regioni. I dati emersi dall’indagine indicano per il 2008 una riduzione degli investimenti in costruzioni in Italia pari a -2,3% in termini reali rispetto all’anno precedente e il 2009 si annuncia un anno in forte calo: le stime Ance suggeriscono la riduzione dei livelli produttivi nazionali del settore del 6,8% in termini reali. Una flessione che coinvolge tutti i comparti di attivita’: -9,2% per la nuova edilizia abitativa, -7,3% per le opere pubbliche, -7% per le costruzioni non residenziali private e -4% per gli interventi di manutenzione delle abitazioni. Nel 2008 in Lombardia si e’ interrotta la fase di crescita: gli investimenti in costruzioni, pari a 25.454 milioni di euro secondo le valutazioni di Ance-Ance Lombardia, registrano una flessione dell’1,1% in termini reali rispetto al 2007, che si confronta con la riduzione del 2,3% stimata a livello nazionale, del 2,4% dell’Emilia-Romagna e del 4,5% del Veneto. Per il 2009 i risultati dell’indagine evidenziano una flessione dei livelli produttivi del settore delle costruzioni del 4,8%. Un calo piu’ contenuto di quello previsto nella media nazionale (-6,8), in Veneto (-9,6) e in Emilia-Romagna (-8,1). Per quanto riguarda l’occupazione, nel 2009 le imprese prevedono un calo dei livelli occupazionali settoriali del 6,5%, pari a circa 130.000 posti di lavoro in meno. Se si sommano anche l’indotto e la perdita di posti di lavoro negli ultimi mesi del 2008, la stima complessiva e’ pari a 250.000 occupati in meno. Le aspettative delle imprese in Lombardia sono orientate verso una flessione dei livelli occupazionali stimabile nel 5,1% (-1,1 nel 2008).
Giovedi’ 30 aprile, a Roma, si terra’ un incontro pubblico promosso dai sindacati dei metalmeccanici Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, Fismic, sulla crisi del settore ‘Automotive’ e sulle proposte per il rilancio di questo decisivo comparto industriale nel nostro Paese. All’incontro, cui prenderanno parte le rappresentanze sindacali del gruppo Fiat e delle altre imprese del settore, sono stati invitati a partecipare i presidenti delle Regioni maggiormente interessate dalla presenza del settore. L’incontro si svolgera’ dalle 10 alle 14.00 presso l’Auditorium di via Rieti.
Campobasso – L’assessore all’Agricoltura della Regione Molise, Nicola Cavaliere, informa che sul Bollettino ufficiale della Regione Molise del prossimo 30 aprile, verra’ pubblicato il Bando riguardante la misura del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 sull’agricoltura biologica.
Le domande possono essere gia’ presentate presso i Centri di Assistenza Agricola (Caa) autorizzati, che provvederanno ad inoltrare le istanze all’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea). L’assessore ricorda che questo vale anche per i Bandi pubblicati sul Burm del 16 aprile scorso (Indennita’ compensative degli svantaggi naturali, ritiro dei seminativi della produzione ventennale e imboschimento dei terreni agricoli) che scadranno il prossimo 15 maggio. La documentazione per accedere ai benefici per tali investimenti e’ disponibile sul sito web: www.regione.molise.it
Incidenti sul lavoro in calo del 4,1% in Italia e diminuzione delle morti bianche del 5,6%.
Sono le stime previsionali dell’Inail per il 2008, all’insegna -sottolinea l’Istituto- di un sensibile contenimento del fenomeno infortunistico. L’anno passato, infatti, secondo le rilevazioni della Consulenza statistico attuariale dell’Inail, sono stati registrati un totale di 874.866 infortuni denunciati - rispetto ai 912.410 del 2007 - per 1.140 casi mortali (rispetto ai precedenti 1.207). Si tratta, naturalmente, spiega l’Inail, di una stima previsionale del dato annuo definitivo e, in quanto tale, ancora ufficiosa, ‘’ma sono valutazioni che - pur nella loro drammaticita’ dei numeri, che restano comunque inaccettabili - lasciano profilare per il 2008, per la prima volta dal dopoguerra, un numero di morti sul lavoro al di sotto della soglia dei 1.200 casi/anno'’. Il calo complessivo (-4,1%) e’ nettamente piu’ consistente di quello registrato nel 2007 (-1,7%). Piu’ accentuata, inoltre, la flessione per gli uomini (-5,6%) rispetto alle donne (-0,2%). In particolare, se restano sostanzialmente stabili gli infortuni delle donne (250.572, pari al -0,2%), sono in forte calo le morti ‘rosa’ (85 casi contro 97, per il -12,4%). In relazione ai singoli comparti economici, gli infortuni sul lavoro diminuiscono sensibilmente nelle tradizionali gestioni Inail dell’agricoltura (53.211, -7%) e dell’industria e servizi (790.261, -4,3%), mentre aumentano tra i dipendenti dello Stato (31.394, +7,4%). Per quanto riguarda i casi mortali, continua il calo sostenuto nell’industria e servizi (1.002 vittime, per il -7,9% ), mentre per l’agricoltura (120 casi) si delinea un’inversione di tendenza rispetto all’anno precedente con un incremento nell’ordine del 14% circa in termini relativi, ma di minor rilevanza se si considerano i dati assoluti (circa 15 unita’).
Chieti – “Chieti Provincia del vivere bene” è questo il messaggio sintetico che emerge dalla relazione finale sul mandato dell’amministrazione uscente che –nelle parole del Presidente Tommaso Coletti- si dichiara soddisfatto del mandato svolto pur essendoci ancora molto altro da fare. Una nota testata giornalistica nazionale attesta, infatti, la Provincia teatina come la più vivibile d’Abruzzo. Ben oltre i duemila gli interventi realizzati su tutto il territorio dal 2004 ad oggi.
«La Provincia di Chieti –dichiara Coletti- pur in mezzo a indubbie difficoltà oggi si può sicuramente definire un territorio in cui si vive ancora bene e questo grazie alle caratteristiche naturali e della sua gente ma anche grazie al lavoro portato avanti da me e dalla mia amministrazione che tanto ha fatto in molti settori tra cui i principali sicuramente ambiente, cultura, economia, istruzione, lavoro, sicurezza, sport, turismo e viabilità.
Abbiamo cercato di dare il meglio che è stato possibile e i maggiori interventi ci sono stati nel sociale, nel contenimento della pressione fiscale, nel sostegno all’economia e alle famiglie, nell’aiuto ai lavoratori in difficoltà, nella tutela ambientale, nella cura per la rete stradale e molto nell’attenzione all’edilizia scolastica.
Non da ultimi, la crisi economica e il terremoto ci hanno messi a dura prova in un momento già di grandi difficoltà; ma abbiamo cercato di reagire. In particolare, per la crisi è stato istituito un fondo di solidarietà per agevolare prestiti senza garanzia alle famiglie di quei lavoratori con contratti precari che hanno perso l’occupazione; per il terremoto abbiamo offerto i primi soccorsi con beni alimentari e indumenti ospitando oltretutto molte vittime qui sul nostro territorio e poi abbiamo messo a disposizione gruppi di tecnici per il controllo delle strutture. Da ultimo abbiamo istituito un fondo per la ricostruzione delle scuole in Provincia di L’Aquila.
Indubbiamente a fronte di tante risposte date ce ne sarebbero state altrettante da evadere e molto c’è ancora da fare. Da parte mia e della mia amministrazione, però, la certezza di aver dato il massimo nelle nostre possibilità anche confrontando i dati con esperienze amministrative precedenti».
Chieti – Condividiamo totalmente le affermazioni del Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso e degli altri magistrati che controlleranno le fasi della ricostruzione; è molto importante che sia stato sottolineato proprio da loro il ruolo decisivo dell’impresa abruzzese, quale elemento di garanzia di serietà e legalità nella rinascita della nostra regione.
Le nostre imprese sono in grado di assicurare le capacità produttive, tecniche ed economiche occorrenti per rispondere alla sfida di essere protagoniste della ripresa del territorio.
Siamo consapevoli che l’impegno da sostenere sarà gravoso, e che sarà necessario metter insieme le migliori risorse, attraverso l’aggregazione in consorzi e raggruppamenti in grado di affermarsi con la qualità della propria offerta. La qualità dell’impresa e del prodotto dovrà essere il principale criterio di scelta, nel rispetto delle regole sulla concorrenza, ma anche tenendo conto dell’emergenza e di norme speciali per la ricostruzione: si dovrà premiare quindi non il prezzo più basso, spesso fonte di distorsione del mercato, ma la migliore offerta in termini di qualità progettuale, tempi di realizzazione, congruità del costo finale. Altro fattore determinante deve essere la garanzia totale del rispetto delle regole di sicurezza del lavoro e dei contratti collettivi.
In questo senso sollecitiamo il massimo controllo sia nella fase di selezione dei concorrenti che nell’esecuzione delle opere, per far sì che i fondi stanziati siano spesi in modo trasparente ed efficace.
I controlli dovranno essere particolarmente attenti nel settore privato, dove più facilmente si potrà correre il maggior rischio di elusione delle regole, anche per la grande frammentazione degli interventi. Affidarsi ad imprese certificate e qualificate, in grado di rilasciare ogni garanzia sulla qualità del proprio lavoro, deve essere la regola sulla quale fondare l’opera di ricostruzione. L’ANCE, con il suo sistema di enti paritetici come le Casse edili, le Scuole edili ed i comitati per la sicurezza, si dichiara pronta a scongiurare ogni rischio di abbassare il livello di attenzione sulla ricostruzione.
Lanciano (Chieti) - “In questa regione abbiamo in atto anche un terremoto sociale e mi chiedo se in futuro la Sevel, che crea 12 punti di Pil, resterà in piedi o no”. Lo ha affermato oggi il segretario regionale Fiom Nicola Di Matteo che ha chiesto che Sevel ritiri le ulteriori 4 settimane di cassa integrazione previste dal 18 maggio al 14 giugno. “Spero di sbagliarmi, ma per me la risposta è no - ha proseguito il segretario in una conferenza stampa a Lanciano -, visto che c’è il rischio di un ridimensionamento industriale legato anche a tutti i movimenti del Gruppo Fiat che cerca accordi con americani, tedeschi e indiani”. “Non vediamo invece accordi con i francesi della Psa (Peugeot e Citroen), con i quali c’è la joint venture per Sevel, che potrebbero trovarsi a guardare altrove per sviluppare progetti nel settore dei veicoli commerciali,che è già crollato nel’ ultimo anno del 36 per cento di vendite”. Il sindacato Fiom accusa il gruppo Fiat di sottrarsi a qualsiasi confronto sulla crisi. Il segretario provinciale Fiom Marco Di Rocco a sua volta chiede “l’apertura di un tavolo di confronto con Fiat unitamente al Governo regionale e i sindaci del territorio per fare chiarezza sul futuro Sevel. Dopo tre mesi costanti di cassa integrazione, da aprile gli operai prendernano 800 euro al mese, siamo sulla soglia di povertà. Ed è inoltre pesante la ripercussione sull’indotto”. Ada Sinimberghi,del direttivo provinciale Cgil, rilancia l’allarme occupazione: “Abbiamo già perso circa 2.500 mila posti di lavoro tra la Val di Sangro e l’intera provincia di Chieti”.
L’Aquila - Un messaggio di speranza per i vivi, preghiere per i morti, forse anche un monito a ricostruire nel rispetto della vita e della dignità umana. Benedetto XVI domani sarà tra i terremotati dell’Abruzzo, in una visita di poche ore che toccherà, come in una via crucis, i luoghi della tragedia e del dolore, da Onna alla Casa dello studente dell’Aquila. Più di quattrocento i giornalisti di tutto il mondo accreditati per seguire un viaggio che il Vaticano ha cercato di organizzare in punta di piedi, nel rispetto della popolazione e delle esigenze della Protezione civile. Tanto che, per non togliere i pulmini ai terremotati, la Santa Sede ha rinunciato ai tradizionali pool di giornalisti, i gruppi ristretti di vaticanisti che seguono da vicino il papa in tutte le sue tappe. Il programma prevede che il papa parta dal Vaticano alle 9 in elicottero alla volta di Onna, la piccola frazione dell’Aquila distrutta dal terremoto. Le previsioni meteo parlano di forti temporali per domani e ciò potrebbe portare a qualche modifica nella tabella di marcia, ma non è discussione - affermano con sicurezza in Vaticano - la visita di Benedetto XVI. Dunque, l’arrivo alla tendopoli di Onna è atteso per le 9:30. Delle trecento persone che vivevano nel paesino fino al 6 aprile, 40 hanno perso la vita, molti i bambini. Il terremoto ha lasciato dietro di sè, in questo luogo, macerie materiali e psicologiche. Qui il papa parlerà agli sfollati e sopratutto ai più colpiti, a coloro che hanno perso figli, fratelli, genitori. Reciterà poi una preghiera per i defunti. Quindi, raggiungerà in auto il capoluogo, facendo sosta alla Basilica trecentesca di Collemaggio, dove Celestino V, il pontefice del gran rifiuto, fu incoronato e sepolto. Poco dopo, intorno alle 10 si soffermerà davanti alle rovine della Casa dello studente, e incontrerà una rappresentanza dei sopravvissuti. Alle 10.45 arriverà al piazzale della Guardia di finanza di Coppito, frazione dell’Aquila, dove avrà un colloquio con i sindaci e i parroci dei Comuni devastati dal sisma. Li vedrà tutti insieme, perchè toccati dallo stesso dramma, chi nelle case, chi nelle canoniche, e tutti coinvolti, responsabilmente, in questi giorni a fornire aiuti materiali e spirituali ai meno fortunati. L’evento conclusivo e più ampio della visita sarà un incontro alle 11 presso la caserma della Guardia di Finanza con i fedeli dell’Aquila e il personale impegnato nei soccorsi. Dopo i saluti dell’arcivescovo e del sindaco dell’Aquila, il papa terrà un discorso e reciterà la preghiera del Regina Coeli, affidando le sue invocazioni per i terremotati alla Madonna. Dopo un ultimo incontro con i rappresenti delle categorie economiche, partirà in elicottero a mezzogiorno dalla stessa caserma per far rientro in Vaticano, dove l’arrivo è previsto per le 13. Prima, però, ha chiesto di sorvolare in elicottero le zone più colpite dal sisma.
Campobasso - “Un’ora di lavoro per l’Abruzzo”. È lo slogan dell’iniziativa di Cgil, Cisl e Uil Molise per coinvolgere tutti i lavoratori in una raccolta fondi da destinare alla ricostruzione dell’Aquilano. I sindacati hanno già predisposto un modulo per i lavori che vogliano aderire. Una delega per il datore di lavoro che, in busta paga, per devolvere un ora della retribuzione a favore dell’Abruzzo. Per quanto riguarda il settore scuola i sindacati hanno richiesto la collaborazione necessaria al Ministero dell’Economia e Finanze trovando disponibilità e sollecitudine per soluzioni tecniche necessarie. “Abbiamo ricevuto la comunicazione ufficiale - si legge nella nota congiunta di Cgil, Cisl e Uil - nella quale viene affermato che nei prossimi giorni verranno date le istruzioni per l’accettazione delle deleghe ad operare la ritenuta sul proprio stipendio per il successivo versamento a favore del fondo promosso dai sindacati confederali”.