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Atessa (Chieti) 31 mag. ‘10 - Sette settimane di cassa integrazione, tra la fine di luglio e il 5 novembre prossimo, alla Honda Italia di Atessa per far fronte al calo produttivo.
Ad annunciarlo è la Fiom-Cgil, dopo un incontro tenuto nella sede di Lanciano dell’Associazione Industriali, per analizzare le condizioni di mercato e pianificare un percorso per gestire al meglio la discesa produttiva dei prossimi mesi. La Honda, pur alle prese con un periodo difficile per il mercato motociclistico, ha comunque intenzione di affrontare la crisi rilanciando gli investimenti in val di Sangro e affiancandoli a percorsi formativi. Nello stabilimento abruzzese inizierà la produzione di 3 nuovi modelli (Cb 600, Cbr 600, Sh 300), rafforzando il ruolo del presidio produttivo nel panorama europeo. E nel periodo aprile 2010 - marzo 2011 la produzione aumenterà di 4mila unità , sfiorando le 110 mila moto.
Avezzano (L’Aquila) - L’assessore all’ ambiente ed agricoltura della Comunità montana Valle Roveto, Antonio Di Rocco, “reclama la mancata attenzione della Regione Abruzzo sul problema della castanicoltura del proprio territorio, attaccato da un pericoloso parassita che sta causando gravi danni ambientali, economici e sociali”. Specifica che lo scorso anno l’ente ha più volte segnalato all’Arssa (Agenzia regionale per i servizi di sviluppo agricolo) il problema della presenza del “cinipide galligeno”, piccolo insetto particolarmente dannoso per il castagno, nei castagneti della Valle Roveto. “A seguito di tali segnalazioni sono stati effettuati numerosi sopralluoghi, alcuni dei quali alla presenza di tecnici del settore fitisanitario dell’Arssa, che hanno evidenziato la presenza del cinipide a macchia di leopardo. Dopo di allora, nonostante rassicurazioni verbali, sull’ interessamento al problema, non vi è stato alcun atto tangibile di impegno da parte della Regione e dell’ Arssa. In altre regioni - conclude l’ assessore - la lotta biologica ha dato i suoi frutti come illustrato, da esperti dell’ Università di Torino, sia a Firenze sia a Pescara nella sede dell’Arssa. Per queste ragioni si invitano la Regione e l’Arssa a porre in essere quanto in loro potere per effettuare interventi urgenti atti a debellare, in breve tempo, il cinipide dai castagneti del territorio”.
Pescara - “Appresa la notizia della sentenza che ha dichiarato il fallimento delle società SanStefar e Maristella (del gruppo Villa Pini) chiediamo ufficialmente al presidente della Giunta Regionale Gianni Chiodi di intervenire subito per chiedere - e/o disporre - il commissariamento immediato di tutte le strutture riabilitative appartenenti a tali società presenti ed operanti nel territorio regionale”. Lo affermano i capogruppi regionali dei Comunisti Italiani, Antonio Saia, e di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo. “Ciò - sostengono - consentirà di poter ricominciare a pagare gli stipendi dei Lavoratori dei Centri che da oltre un anno hanno continuato ad assicurare il servizio e l’assistenza ai Pazienti senza percepire alcun compenso. Nel frattempo il presidente Chiodi e l’assessore Venturoni si adoperino subito per scongiurare l’esecuzione dello sfratto per i Centri SanStefar di Pescara e Roseto (Teramo), previsto per venerdì 28 maggio 2010. Questo - proseguono Saia e Acerbo - consentirebbe di dare una ferma riposta a circa 600 lavoratori dei suddetti Centri, di ridare tranquillità ai pazienti che da essi vengono curati ed assistiti. Non ultimo, di mettere fine alle voci insistentemente circolate negli ultimi tempi secondo cui l’assoluto disinteresse della Giunta Regionale rispetto alle condizioni dei Centri SanStefar e Maristella potesse essere legata alla volontà di assegnare il servizio ad altri operatori interessati”.
L’Aquila - Un presidio permanente davanti al Comune dell’Aquila con una roulotte che diventerà un punto di riferimento per tutti i lavoratori a rischio. È questa la proposta delle segreterie locali dei sindacati, in vista delle numerose vertenze sul territorio del cratere a seguito della crisi, delle difficoltà economiche a causa del terremoto e la delicata situazione del passaggio a società per azioni delle ex aziende municipalizzate.
Chieti - La sentenza della Camera di Consiglio del Tribunale di Chieti che ha dichiarato il fallimento ma con esercizio provvisorio delle società San Stefar e Maristella, di cui è titolare Chiara Angelini, costituisce per la Cgil abruzzo “un elemento positivo nel contesto della crisi del Gruppo Villa Pini”. In una nota il sindacato spiega che “non è mai una buona notizia il fallimento di un’azienda, meno che mai il fallimento di un’ azienda sanitaria, le cui caratteristiche, riguardando la salute dei cittadini, presentano aspetti particolarmente delicati e coinvolgenti, insieme, il lavoro degli operatori sanitari, i diritti dei cittadini ad essere curati ed una rilevante quota della ricchezza territoriale. Tuttavia - insiste - nel caso specifico del Gruppo Villa Pini, la decisione del fallimento con esercizio provvisorio può costituire il primo passo per una soluzione della vertenza che si trascina da oltre un anno”. Infatti, grazie all’esercizio provvisorio l’attività può riprendere, l’assistenza può essere garantita, i lavoratori possono essere pagati. Adesso è necessario, però, che la Regione faccia sollecitamente la sua parte, assegnando l’accreditamento necessario alla curatela fallimentare”.
Chieti - Un imprenditore edile in pensione, Sebastiano De Innocentis, 73 anni, di Fresagrandinaria, è morto per asfissia: è stato avvolto dal fumo di un incendio che aveva appiccato alle stoppie in campagna. L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio in località “Pidocchiosa”, alla periferia del paese. L’uomo, che lascia moglie e due figli, era molto conosciuto in paese, anche perché negli anni Ottanta era stato amministratore comunale.
L’Aquila - Il commissario ad acta per la Sanità , Gianni Chiodi, ha firmato nel pomeriggio i contratti con Villa Pini srl per la riattivazione della ospedalità privata, la riabilitazione ex art. 26 e la specialistica ambulatoriale. Il contratto è stato firmato con la curatrice fallimentare, Giuseppina Ivone. “È la nostra risposta alle richieste dei pazienti e dei lavoratori che hanno atteso l’epilogo di una vicenda complessa - ha dichiarato l’assessore alla Sanità , Lanfranco Venturoni - ma è anche la nostra risposta concreta e incontrovertibile a tutti coloro che non hanno creduto nell’attività positiva del governo regionale per malafede o per continuare a violare le regole”.
L’Aquila - Un gruppo di lavoratori della Finmek Solutions ha effettuato un sit-in davanti alla sede del loro ex stabilimento in attesa della visita del sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta, arrivato per l’inaugurazione del call-center che è posto in uno spazio confinante con l’ex centro di produzione della Finmek a L’Aquila. L’obiettivo dei lavoratori è stato quello di ricordare a Letta il mantenimento degli impegni presi in quanto fu proprio il sottosegretario a gestire il passaggio tra la Siemens e la Finmek Solutions. Dei 550 dipendenti ne sono rimasti circa 90 per i quali la cassa integrazione scade il prossimo 30 giugno. I lavoratori hanno chiesto a Letta una prospettiva perchè senza altre iniziative rimarrebbero senza alcun ammortizzatore sociale e senza lavoro. “Vogliamo ricordare al sottosegretario Letta, che è un abruzzese, che gli impegni presi all’atto della firma dell’accordo vanno rispettati - ha spioegato Luigi De Carolis, sindacalista Fim-Cisl -. Vogliamo soltanto che le persone rimaste in cassa integrazione in un territorio duramente colpito non rimangano senza lavoro”. I lavoratori Finmek sono in cassa integrazione da 5 anni, la produzione è ferma, da 550 nel corso degli anni si è passati a circa 90 attraverso pensionamenti, prepensionamenti e scivolamenti verso la pensione. La vertenza Finmek è la più eclatante della crisi del polo elettronico aquilano.
E il sottosegretario Letta ha promesso la risoluzione della vertenza al gruppo di lavoratori della Finmek Solutions che ha manifestato fuori il polo elettronico aquilano. “Fuori di qui ci sono lavoratori che sono stati impiegati in queste strutture che sono in cassa integrazione per la crisi del polo elettronico aquilano che era già molto forte prima del terremoto”. Letta, che gestì il passaggio dalla Flextronics alla Finmek Solutions nel 2003, ha poi proseguito dicendo che “dopo il boom dell’elettronica c’è stata una profonda crisi e le cose non sono andate come sperato. Alla vigilia della scadenza della cassa integrazione per questi operai festeggiamo il lavoro che arriva ma ci impegniamo a risolvere il problema per chi non vede la fine del dramma. In questa saldatura - ha precisato ancora Letta - c’è il futuro e la speranza della ricostruzione dell’Aquila e delle zone terremotate”.
L’Aquila - “È una giornata importante, si inaugura un nuovo tipo di call-center molto innovativo. È un altro tassello sulla strada della ricostruzione e della rinascita dell’Aquila che deve tornare al suo antico splendore”. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Gianni Letta, intervenendo all’Aquila alla inaugurazione del nuovo call-center della 3 Italia. “Nelle ore successive alla tragedia - ha continuato Letta - il programma era quello di lavorare su quattro grandi voci: case, scuola, università e lavoro, che consideriamo un manifesto di vita, speranza, fiducia e resurrezione dopo il terrore che ha causato il devastante sisma. Abbiamo tenuto fede a quel programma insieme a tutti, compresi i cittadini. I primi tre punti sono stati pienamente realizzati - ha continuato Letta - sul quarto, il lavoro, stiamo lavorando e sono venuto qui proprio per dare questo nuovo messaggio di fiducia portato da gente che vuole venire all’Aquila per dare lavoro”. Rivolto ai tanti giovani presenti in sala, Letta ha sottolineato che “è stata costruita una ‘città temporaneà per riavviare la vita normale e poi ricostruire il centro storico e ritrovare man mano un lavoro che garantisca in prospettiva tanti giovani che così si radicano fortemente sul territorio e non vengano indotti ad andare via”. Il sottosegretario in più di un passaggio ha evidenziato “l’inventiva e la genialità ” dell’amministratore delegato di 3 Italia, Vincenzo Novari, che conosco da anni quando facevamo un altro mestiere, grazie al quale L’Aquila ha un call-center nel quale il personale non risponde semplicemente al telefono, ma dove gestisce il cliente con un metodo innovativo, un call-center che ridà speranza a tanti giovani”.
“In alcuni momenti il parlare va sostituito con il fase senza se e senza ma. Le imprese del Paese dopo una tragedia come quella che ha colpito L’Aquila e il suo circondario devono fare cose concrete”. Lo ha detto l’amministratore delegato di 3 Italia, Vincenzo Novari, intervenendo alla inaugurazione del nuovo call-center insediato in uno spazio dell’ex polo elettronico aquilano. Novari, il quale ha spiegato che “l’azienda 3 ha azionisti cinesi che hanno deciso di far confluire per l’investimento italiano 5 miliardi di euro”, ha sottolineato che nel nuovo call-ceneter sono stati assunti i primi 80 dipendenti di un gruppo più numeroso che secondo la nota dell’ufficio stampa “a regime porterà all’assunzione di 400 persone, principalmente giovani abruzzesi, a tempo indeterminato”. Novari ha promesso che verrà molto spesso nel call-center dell’Aquila per verificare la situazione e l’attuazione del programma “in un centro dove verrà attuato un nuovo modello organizzativo basato su team e gruppi di lavoro responsabilizzati per specifici portafogli-clienti”. La nuova struttura si estende su una superficie di 1.600 metri quadrati e mette a disposizione degli operatori di call-center e del personale di staff due sale training, una sala break e più di 250 postazioni in ambiente “open space”. Novari, come aveva fatto il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, intervenuto all’inaugurazione, ha ricordato che la 3 Italia ha già dato un contributo “alla gestione dell’emergenza post-sisma lavorando al ripristino delle comunicazioni mobili e offrendo traffico telefonico e connettività internet alla popolazione colpita, dopo aver cooperato nella costruzione di case a Onna e Bazzano”.
Teramo - Un giornalista richiamato dall’Esercito per compiere una missione di pace in Libano è stato licenziato dall’emittente televisiva privata per la quale lavora, “Teleponte”, di Teramo. Lo denuncia l’associazione stampa abruzzese che chiede la revoca del provvedimento definito “illegale e oggettivamente odioso”. Il giornalista, Patrizio Visentin, sarebbe stato licenziato per “contingenti difficoltà economiche” mentre il collega annunciando all’azienda il suo richiamo alle armi, “chiedeva l’aspettativa non retribuita (cioè senza stipendio, nè altri oneri previdenziali ed assistenziali ) per la durata di sei mesi, termine espressamente previsto dal contratto di lavoro”.