
Pescara - E’ stata rinviata al 29 ottobre prossimo per difetto di notifica e per l’applicazione del decreto sul terremoto, l’ udienza preliminare, davanti al gup Luca De Ninis, sulla discarica di Bussi (Pescara), dove per molti anni sono state scaricate circa 500mila tonnellate di sostanze tossiche, tra cui cloroformio, tetracloruro di carbonio, tricloroetilene, triclorobenzeni, metalli pesanti.
La Provincia di Pescara ha depositato la costituzione di parte civile e inoltre lo Stato, diversi enti ed associazioni hanno annunciato che si costitiranno parte civile. In occasione dell’udienza Abruzzo social forum e WWF hanno manifestato davanti al tribunale di Pescara per chiedere ‘giustizia e chiarezza sugli effetti sulla popolazione’. Tra gli striscioni esibiti dai manifestanti quelli con la scritta ‘no alle rapine della terra e dell’acqua’ e ‘nessuna impunita’ per gli inquinatori’. ‘Siamo qui- ha detto Augusto De Sanctis, del WWF-per ricordare a tutti che vogliamo giustizia, ma anche per reclamare una riforma della gestione dell’acqua affinche’ qanto accaduto non avvenga mai piu'’.
Fra i reati contestati, a vario titolo, ai 27 imputati avvelenamento delle acque, disastro colposo, commercio di sostanze contraffatte e adulterate, delitti colposi contro la salute pubblica, turbata liberta’ degli incanti, truffa. Fra gli imputati l’ex presidente dell’Aca, Bruno Catena, l’ex presidente dell’Ato, Giorgio D’Ambrosio, e alcuni amministratori della Montedison.