Consiglio dei ministri approva disegno di legge su editoria | Archivio di Tuttiassunti · Quotidiano on line su economia e lavoro in Abruzzo e Molise
Carrecini




3 Agosto 2007

Consiglio dei ministri approva disegno di legge su editoria


editoria.jpgIl Consiglio dei miinistri ha approvato il disegno di legge (ddl) sull’editoria che ora passa all’esame della Conferenza Stato-Regioni. L’articolo 8 del disegno di legge prevede il divieto di posizioni dominanti o comunque lesive del pluralismo. L’articolo 9 prevede la rimozione delle posizioni dominati o comunque lesive del pluralismo. Se l’Autorità per le comunicazioni accerta la posizione dominante di un gruppo o di un’azienda “ne inibisce la prosecuzione e ne ordina la rimozione. Ove risulti indispensabile la dismissione di aziende o di rami di azienda, fissa un termine, che non può essere comunque inferiore a 6 mesi e superiore a 18 mesi, entro il quale gli interssati debbono provvedere alla dismissione”. Le imprese in posizione dominante perdono il diritto alle provvidenze. Sono possibili sanzioni pecuniarie amministrative non superiori al 5% del fatturato. Il ddl prevede anche contributi diretti all’editoria quotidiana e periodica. Sono concessi contributi diretti a favore di: 1) cooperative giornalistiche; 2) imprese editri di quotidiani e priodici, anche su internet, riconosciuti da forze politiche che abbiamo almeno un gruppo parlamentare o almeno due europarlamentari; 3) imprese editrici la cui maggioranza delle azioni sia detenuta da cooperative, fondazioni o enti moralis enza finalita’ di lucro; 4) imprese editrici di giornali quotidiani realizzati in lingua francese, tedesca, ladina e slovena ed editi in Valle d’Aosta, Taa e Fvg; 5) imprese editrici che editino da almeno 5 anni quotidiani pubblicati e diffusi all’estero. Il ddl prevede anche un fondo per l’editoria periodica; agevolazioni per la spedizione di quotidiani, periodici e libri; estensione del credito di imposta per investimenti finalizzati all’innovazione; un fondo per la mobilità e la riqualificazione professionale dei giornalisti (5 milioni di euro annui); l’armonizzazione dei regimi previdenziali; l’osservatorio per l’occupazione nell’editoria; la distribuzione di quotidiani nelle scuole.