Svimez: il 25% dei laureati nel Sud trova occupazione grazie a raccomandazione | Archivio di Tuttiassunti · Quotidiano on line su economia e lavoro in Abruzzo e Molise
Carrecini


28 Agosto 2007

Svimez: il 25% dei laureati nel Sud trova occupazione grazie a raccomandazione


Roma, 28 agosto - Il 25% dei laureati meridionali che rimangono nel Mezzogiorno trova lavoro con canali “informali”, contro il 12% dei colleghi trasferitisi al Nord. E’ quanto emerge da uno studio che sarà pubblicato sulla “Rivista economica del Mezzogiorno”, trimestrale della Svimez. “Nonostante il conseguimento di un titolo di studio superiore - si legge in un comunicato - un quarto dei laureati hanno trovato lavoro, a tre anni dal termine degli studi, per conoscenza diretta, su segnalazione da parte di amici e parenti o proseguendo un’attività familiare già esistente”. Elevato anche il numero di chi è stato assunto con concorsi pubblici (15%), mentre solo il 2,3% ha trovato un’occupazione con il collocamento privato e l’1,7% con quello pubblico. Lo studio ha rilevato inoltre che “nonostante la conquista del titolo di studio, la mobilità sociale resta molto scarsa: il 72% degli occupati al Sud non ha modificato il proprio status, contro il 61% del Centro-Nord”. Ma spesso le condizioni contrattuali di chi lavora nel Settentrione sono peggiori di quelle di chi resta al Sud: il 60,3% dei laureati meridionali che lavorano al Centro-Nord è impiegato con contratti a tempo determinato e lo 0,9% senza contratto, contro il 41,7% e lo 0,3% di chi rimane nel Mezzogiorno”. Nel Sud, si legge nello studio, laurearsi è importante, ma “se si proviene dalla famiglia “giusta”, non solo perché ricca ma pure perché inserita in un reticolo di rapporti sociali”. Per le famiglie dei ceti sociali piu’ bassi l’investimento negli studi universitari e’ rischioso. “La laurea riduce il rischio che lo studente resti disoccupato, ma non riduce il rischio di trovare un’occupazione mal retribuita”. Lo dimostra il fatto che i giovani meridionali “nel Centro-Nord ottengono spesso condizioni contrattuali peggiori di quelle conseguite da coloro che restano nel Mezzogiorno. Il 60,3% dei laureati meridionali che lavorano al Centro-Nord, a tre anni dalla laurea, sono impiegati con un contratto a tempo determinato e lo 0,9% lavora senza contratto a fronte del 41,7% e dello 0,3% dei laureati e occupati nel Mezzogiorno. A livello regionale, i laureati meridionali più fortunati abitano in Sardegna, con il 64% degli occupati che nel 2004 avevano studiato e trovato lavoro in regione, a fronte di una media Mezzogiorno del 53,6%. I più sfortunati in Molise, con solo il 39,9% degli occupati. I meridionali laureati al Centro-Nord presentano tassi di occupazione assai elevati, con un minimo del 69,1% in Calabria e un massimo dell’83,9% in Abruzzo e Sicilia.