
La birra a tavola: un’abitudine che sempre più italiani hanno fatto propria, complici anche i circa 200 marchi e tipologie diverse presenti negli scaffali della grande distribuzione. “A tavola con la birra” è diventato un volume, presentato da Assobirra in collaborazione con Inran. Secondo il Rapporto Coop 2007, nei 12 mesi compresi tra giugno 2006 e giugno 2007 la vendita di birra ha fatto registrare un importante +6,7%, collocandosi nella “top ten” dei prodotti più venduti; di contro, si registra un calo significativo (-6,4%) nelle vendite di vino comune italiano (in vetro, plastica, brick e bag-in-box), in pratica quello deputato al consumo per tutti i giorni. “Un trend già in atto negli ultimi anni - si legge nel rapporto - e che vede un progressivo spostamento verso la birra che, grazie ai suoi molteplici stili, ben si adatta ad accompagnare tanto i piatti più innovativi quanto i classici più diffusi della cucina nostrana. Una vera e propria rivoluzione se pensiamo che fino a 10 anni fa gli italiani puntavano sulla birra a tavola quasi esclusivamente per accompagnarla alla pizza. Oggi, invece, i ristoranti di tendenza sembrano non poter fare a meno di una offerta adeguata di birra (la guida del Gambero Rosso ne segnala quasi 200 che rispondono a questa esigenza), in risposta a un consumatore più maturo e curioso di sperimentare la birra. Anzi, le birre. Pensando al consumo casalingo, gli stessi scaffali dei grandi supermercati sono sempre più forniti in varietà, stili e quantità di marchi: oggi si contano circa 200 marchi-prodotti, mentre 10 anni fa erano meno della metà, 86 in tutto”. Cresce il consumo di birra da parte degli italiani, ma rimane ancora limitato il suo consumo a tavola, in abbinamento ai pasti domestici: solo il 4,5% riesce ad abbinarla a un piatto di pastasciutta o di carne cucinati in casa. E l’Istat conferma che le famiglie italiane destinano all’acquisto di birra da consumare a casa solo 4,5 euro al mese. Per un totale, quindi, di 4/5 bottiglie da 66 cc al mese da dividere tra i 2-3 componenti (in media) di ogni nucleo familiare. Eppure il 44,8% degli italiani la ritiene in linea (molto o abbastanza) con la dieta mediterranea e cresce la percentuale di quanti la considerano adatta a una sana alimentazione (6,3 in una scala da 1 a 10), e a tutti gli ambienti e a tutte le occasioni (6,2). L’apparente contraddizione si spiega con il fatto che il 25,3% degli italiani (1 su 4) confessa che userebbe più spesso la birra a tavola in abbinamento con i cibi di tutti i giorni se avesse maggiori informazione sui criteri che guidano questi abbinamenti. Se sapesse quale birra avvicinare a una carbonara, a un piatto di spaghetti con le vongole o a una semplice caprese. Ma anche con quale birra valorizzare un’insalata di mare o una tradizionale pasta al forno. Domande alle quali l’iniziativa Assobirra-Inran (in particolare il sito internet www.atavolaconlabirra.it) cerca, appunto, di dare concrete risposte, ricordando che la birra è una bevanda alcolica, da bere quindi in modo moderato e responsabile.