
Una maglietta può cambiarti la vita? Forse no. Sicuramente, però, può farti trovare un lavoro. Grazie all’idea di Massimo Rosa, da oltre 20 anni cacciatore di teste, i giovani in cerca di un’occupazione possono mostrare le loro ambizioni professionali stampandole su una maglia. ‘’Non si tratta di un’idea estiva - precisa a Labitalia Massimo Rosa - ma di un’occasione in più per le giovani generazioni. I tempi sono cambiati: prima c’erano gli uffici di collocamento, poi i centri privati e ora le magliette'’. ‘’Per trovare un lavoro, - afferma - ecco uno strumento di comunicazione straordinario, come quello delle t-shirt, con un’esigenza diffusa che è quella di far conoscere la propria disponibilità a valutare nuove opportunità lavorative'’. Il posto fisso, continua Rosa, non esiste più e ‘’la flessibilità, che caratterizza i posti di lavoro contemporanei, impone di accaparrarsi opportunità con una frequenza maggiore che in passato e, quindi, ogni mezzo diventa utile'’. Ma come procurarsi una ‘curriculum t-shirt ‘? Basta collegarsi al sito www.CurriculumTShirt.com, segnalare la propria qualifica professionale e, dopo aver perfezionato l’ordine, si riceve la maglietta direttamente a casa. L’idea italiana del curriculum vitae ‘indossabile’ piace ed è già una moda in tutto il mondo. ‘’In poche settimane - afferma Rosa - la mia casella di posta elettronica è andata letteralmente in tilt. Un ragazzo a San Paolo del Brasile, laureato in Scienze della comunicazione, si è fatto fotografare con la maglietta da un giornale locale. Messico, Brasile, Argentina, Spagna, Austria e Germania sono stati, infatti, fra i primi paesi che, tramite l’invio di testimonianze dirette da parte di chi l’ha provata, hanno certificato la diffusione del nuovo sistema per la ricerca del lavoro'’. Massimo Rosa ha brevettato il sistema solamente per evitarne lo sfruttamento commerciale a scopo di lucro da parte di aziende o strutture organizzate, ma ne concede gratuitamente l’utilizzo ai singoli in cerca di lavoro. ‘’Sono sinceramente soddisfatto - spiega - del successo che la mia idea sta raccogliendo. Ho semplicemente coniugato due dati di fatto: da una parte, l’abbigliamento e, in particolare, le t-shirt sono sempre più utilizzate come strumento di comunicazione e veicolo di messaggi sociali, prima ancora che come capi di vestiario e, dall’altra, la flessibilità e la discontinuità, che caratterizzino il lavoro contemporaneo e obbligano i giovani a doversi procurare un più alto numero di opportunità lavorative che nel passato'’.(Adnkronos)