“Dimissioni in bianco”, arriva legge a tutela delle donne | Archivio di Tuttiassunti · Quotidiano on line su economia e lavoro in Abruzzo e Molise
Carrecini


19 Novembre 2007

“Dimissioni in bianco”, arriva legge a tutela delle donne


Un  nuovo provvedimento legislativo, pur se generale e rivolto all’intero mondo del lavoro, punta a stroncare le ”dimissioni in bianco”  e ha, quindi, particolari valenze anti-discriminatorie a favore di un diritto sacrosanto quale la maternità o la conservazione del posto a fronte di malattie e infortuni.  Un’indagine del 2002, svolta dal Coordinamento delle donne delle Acli, quantifica in almeno il 25 per cento le false dimissioni volontarie, connesse quasi sempre a maternità. Da oggi in avanti chi si dimette dovrà utilizzare un  modulo ministeriale e solo questa procedura dà legittimità all’atto di dimissioni volontarie. La  lettera  di  dimissioni  volontarie,  volta a dichiarare l’intenzione di recedere dal contratto di lavoro, dovrà essere presentata dalla lavoratrice,  dal  lavoratore, nonché dal prestatore d’opera e dalla prestatrice  d’opera,  pena  la  sua  nullità,  su  appositi  moduli predisposti  e  resi  disponibili  gratuitamente dalle direzioni provinciali del lavoro e dagli uffici comunali, nonché dai centri per l’impiego. Questo principio è stabilito nella legge 188/2007 pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’8 novembre.
Questa procedura dovrà essere osservata da tutti  coloro che sono titolari di un contratto di lavoro. Con questa formula (“contratto di lavoro”) si intendono tutti i  contratti  inerenti  ai  rapporti  di  lavoro  subordinato  di cui all’articolo 2094   del   Codice   civile,   indipendentemente  dalle caratteristiche e dalla durata, nonché i contratti di collaborazione coordinata   e   continuativa,  anche  a  progetto,  i  contratti  di collaborazione  di natura occasionale, i contratti di associazione in partecipazione  di  cui  all’articolo 2549  del codice civile per cui l’associato  fornisca  prestazioni lavorative e in cui i suoi redditi derivanti  dalla  partecipazione  agli  utili  siano qualificati come redditi  di lavoro autonomo, e i contratti di lavoro instaurati dalle cooperative con i propri soci.
I moduli sono resi disponibili anche attraverso  il  sito  internet  del  ministero  del  lavoro  e  della previdenza  sociale nonché anche tramite le organizzazioni sindacali dei lavoratori e i patronati.
La proposta di legge ha come prima firmataria l’onorevole Marisa Nicchi, socialista, appartenente al gruppo “Sinistra democratica  per il socialismo europeo”.