
Termoli (Campobasso), 3 gennaio - Ricerca e innovazione, strano a dirsi ma una volta tanto il Molise è all’avanguardia. Salvino A. Salvaggio (nella foto), questo il nome del 44enne originario di Guglionesi (Campobasso) che da ben cinque anni vive e svolge in Qatar un’intensa attività manageriale. Un lavoro impegnativo quello che “il manager delle grandi sfide” (com’egli stesso è stato definito nell’Emirato mediorientale) ha intrapreso per conto del Parco Scientifico e Tecnologico del Qatar.
“Mi occupo di identificare progetti di ricerca avanzata sia accademica che industriale, nei quali valuto l’attività economica e poi decido se investire fondi, tentando anche di portare equipe universitarie o Centri di ricerche aziendali nello Stato qatarino, allo scopo di sviluppare quanto più progetti d’interesse comune per il Paese”, spiega Salvaggio. Un portafoglio davvero ricco quello del quale dispone questo professionista cosmopolita: si tratta, infatti, di centinaia di milioni di dollari che inevitabilmente attraggono aziende ad alta valenza tecnologica. Nato in Belgio, dove è rimasto sino alla laurea, il Commendatore della Repubblica Italiana (titolo del quale è stato insignito nell’agosto scorso), grazie ad un passato che lo ha visto immerso nel campo della consulenza internazionale manageriale strategica, in particolare in settori che puntano all’innovazione, oggi, si trova a gestire per conto della famiglia dell’emiro, cospicue somme che investe nei grandi progetti di ricerca internazionali. Per quanto concerne l’Italia, si sono create delle possibili sinergie con 4 gruppi che si sono posti al vaglio ma, sin d’ora, nessun progetto italico presentato ha ottenuto l’ok finale.
“Non nascondo di essere stato anche avvicinato da realtà che consideravo poco serie. Ora sto vagliando bene i progetti di telecomunicazioni proposti dal Policlinico di Torino, di genomica con il Parco Scientifico e Tecnologico di Trieste (il C.B.M., Centro di Medicina Bimolecolare), nel campo delle malattie infettive con la Clinica Universitaria di Chieti ed anche quelli presentati dall’Azienda Bacchi di Milano. Quest’ultima tra l’altro, è probabilmente l’unica italiana, per quanto si tratti di una pmi, a fare ricerca nel campo degli asfalti e degli strati bituminosi in genere. Sono stati proprio loro a depositare i brevetti di asfalti e vernici mangia-smog, molto più resistenti dei tradizionali e più economici, in quanto, prodotti con materiali riciclati, un vero connubio tra ecologia, economia e impatto ambientale. Mi farebbe davvero piacere se anche le aziende molisane si spingessero sino in Qatar. Non bisogna arrendersi prima di combattere una guerra, questo è il messaggio che voglio lanciare”.
Deborah Montecchia