
Galline, anatre e faraone: crescono i consumi di carne e uova. E gli estimatori pagano bene per le razze locali, che vivono all’aria aperta come una volta.
Quali i primi passi per un allevamento rurale?
Non superare i 500 capi. Oltre cambiano gli adempimenti sanitari. Scegliere tra gallina livornese, cappone di Morozzo, gallina col ciuffo di Padova, oche del Campidoglio. Inserire subito tutti gli animali per evitare problemi di adattamento. Per produrre 40 polli in una stagione, servono almeno quattro-cinque galline pronte a riprodursi. Una gallina depone le prime uova a sei mesi. Ognuna produce circa 250-260 uova l’anno. Ci vogliono almeno 100 mq. Calcolare lo spazio in base agli individui. Nell’allevamento intensivo ci sono sette-otto polli per mq, cinque-sei tacchini. In quello rurale, per razzolare all’aperto, uno-due al massimo per mq. Attenersi alle indicazioni delle Asl. Ricoveri di notte: utilizzare strutture preesistenti, attrezzandole con trespoli, mangiatoie, abbeveratoi. Le nuove costruzioni possono essere in muratura, lamellari o metalliche, possibilmente coibentate o in zone protette dal sole. Il legno dà buoni risultati, su base di cemento, per evitare il ristagno delle deiezioni. Per strutture prefabbricate o su rotelle non servono permessi del Comune, servono invece per la muratura. Un pollaio mobile per 40 capi costa circa 600 euro. Dividere l’allevamento in più recinti, ciascuno con un gallo e non più di 10-12 galline, che generano un centinaio di pulcini, da dividere poi in due recinti, per farli crescere. I maschi tutti da una parte, in modo che non vedano le femmine (altrimenti, litigano tra loro). Coltivare o acquistare in zona i cereali: mais, grano, orzo, avena, grano saraceno, riso, da mescolare a seconda dei contenuti energetici. Aggiungere leguminose. Sì ai vegetali: verdure, erba, frutta. Evitare proteine animali (farine di carne). Si possono acquistare mangimi formulati. La crescita di un pollo (sei mesi) costa circa 10 euro. Basta una persona per la gestione, che ogni due giorni aggiunge paglia tritata o trinciato o torba alla lettiera permanente. Grazie ai microrganismi e all’azione dei polli, le feci si combinano con la lettiera e l’azoto non si libera nell’aria. Ogni sei mesi, si rimuove tutto e si pulisce di fino. Un’incubatrice per un centinaio di uova costa circa 700 euro. Due lampade da 200 watt a infrarossi, per scaldare i pulcini per un paio di settimane, dopo la schiusa, sotto i 50 euro. Un’azienda da segnalare nel campo delle attrezzature è la Fiem (www.fiem.net).
(da Millionaire)