
Tra tasse da pagare, scadenze a raffica, denunce dei redditi da presentare e leggi che cambiano ogni giorno, nella giungla fiscale è facile inciampare in una svista, dimenticare una data importante o saltare un adempimento. Ed è proprio per questo che molti contribuenti affidano i propri conti a dei professionisti. Che fare, però, quando si riceve una multa dal fisco per una distrazione del proprio commercialista? Oppure quando si viene addirittura truffati dal consulente?
Copertura anti-sanzioni. Generalmente, il professionista ha una propria assicurazione di responsabilità civile che lo dovrebbe tutelare dalle richieste di risarcimento da parte del cliente: sanzioni e multe di natura fiscale, perdite patrimoniali per inadempienza ai doveri professionali, negligenza, imperizia durante lo svolgimento dell’attività e così via. Appurato, quindi, che l’errore è del professionista e valutata l’entità del danno (solitamente sono le sanzioni), non dovrebbero esserci problemi a raggiungere un accordo.
Per importi elevati il consulente, riconosciuta la colpa e ricevuta la richiesta di risarcimento da parte del cliente, attiverà la procedura di risarcimento con l’assicurazione. Altre volte, soprattutto se la multa è di lieve entità, e quindi non vale la pena “aprire un sinistro” con l’assicurazione (spesso c’è una franchigia), sarà direttamente il professionista a farsi carico del pagamento della sanzione. Resta inteso che le maggiori imposte richieste dal fisco restano a carico del cliente: anche se l’errore non fosse stato commesso, infatti, l’interessato avrebbe dovuto pagarlee comunque.
La scelta giusta. Il professionista “adatto” è il primo passo verso la tranquillità: verificate che questo sia regolarmente iscritto ad un Albo professionale, controllando anche sui siti internet dei vari ordini professionali (dottori commercialisti ed esperti contabili, consulenti del lavoro, ecc.). Gli ordini vigilano sul comportamento dei propri iscritti e, in casi estremi, possono radiare dall’Albo il professionista scorretto.