Category Archives: Fisco e norme

Primo piano

Cassazione: è reato dire al capo… ‘Lei non capisce un c…’

Roma 07 gen. ’13 – Rischia una condanna per il reato di ingiuria il dipendente che si rivolge al proprio capo dicendo: “Lei non capisce un c…”. A sottolinearlo è la Cassazione che, per questo, ha annullato con rinvio l’assoluzione pronunciata dal giudice di pace di Frosinone nei confronti di un 66enne. Secondo il magistrato, il fatto contestato non costituiva reato: l’espressione usata dal lavoratore, rilevava il giudice di pace, è ormai “entrata nel gergo comune”, ed è stata pronunciata nel corso di una discussione con lo scopo di “comunicare in modo efficace il proprio dissenso” nei confronti del datore di lavoro.
A presentare ricorso in Cassazione

Fisco: entro 90 giorni la chiusura delle Partite Iva non utilizzate

Addio agevolato alle partite Iva non utilizzate, con sanzioni ridotte e un percorso semplificato. I contribuenti che, pur essendo titolari di una partita Iva, non presentano la relativa dichiarazione da almeno tre anni oppure non svolgono alcuna attivita’ hanno novanta giorni per chiudere la propria posizione, pagando solo una sanzione minima di 129 euro. Mettersi in regola – ricorda l’Agenzia delle Entrate in una nota – e’ facile: basta pagare spontaneamente con il modello F24 “elementi identificativi”, indicando il codice tributo 8110, la partita Iva da chiudere e l’anno di cessazione dell’attivita’. Chi non si avvale di questa misura rischia una sanzione che puo’ arrivare fino a 2.065 euro. La posizione va regolarizzata entro novanta giorni, calcolati a partire dal 6 luglio 2011, data di entrata in vigore del decreto legge n. 98/2011. Va ricordato che la norma di favore si applica a condizione che la violazione non sia stata gia’ contestata con atto portato a conoscenza del contribuente.
   Nel dettaglio, i titolari di partita Iva che, sebbene obbligati, abbiano dimenticato di comunicare la cessazione della propria attivita’, entro i 30 gg prescritti dalla norma – articolo 35, comma 4, del Dpr 633/1972 – possono ora sanare la violazione versando spontaneamente, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge n. 98/2011, un importo pari a 129 Euro, somma che equivale al 25 per cento, cioe’ 1/4, della sanzione minima dovuta secondo la norma vigente.
   In pratica, per aderire alla norma di favore e’ sufficiente provvedere al versamento tramite F24, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, dell’importo di 129 euro, indicando il codice tributo 8110, la partita Iva da chiudere, e l’anno di cessazione dell’attivita’. Nell’ottica della semplificazione non e’ necessario presentare anche la dichiarazione di cessazione attivita’, con il mod. AA7 (previsto per i soggetti diversi dalle persone fisiche) od il mod. AA9 (previsto per le imprese individuali e lavoratori autonomi), perche’ la chiusura della partita Iva verra’ effettuata dall’Agenzia sulla base dei dati desunti dal modello F24 presentato.

Ecco le tasse più assurde: il dossier di Confesercenti

Dalla tassa sui gradini e ballatoi a quella sull’ombra che invade il suolo pubblico, fino alle tasse macabre su tumuli e lumini. La scure delle imposte non risparmia proprio nulla: divertimenti, trasporti, discariche, fogne, ascensori, lampioni, tv, frigoriferi, insegne, musica e perfino brevetti. E’ quanto emerge dal dossier Confesercenti su ‘Cento casi di tasse’ che fa seguito ai dossier sugli sprechi pubblicati in questi anni. “Al record degli sprechi – ha spiegato il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, presentando il rapporto – si aggiunge il record dei prelievi e dei costi da sopportare, che fanno penare imprese e famiglie”.
   Il dossier passa in rassegna cento casi di balzelli: dalle paleo-tasse alle imposte esoteriche, dalle tasse in maschera a quelle contenute nelle bollette ad altri prelievi ‘surreali’ come la tassa sull’esposizione della bandiera tricolore o le tasse macabre che riguardano defunti e cimiteri, fino al balzello sui lumini. Confesercenti denuncia poi le imposte ‘spietate’, cioe’ le tasse che “magari all’insaputa del legislatore, colpiscono chi e’ gia’ in difficolta’”, come disoccupati, invalidi, studenti fuorisede, famiglie numerose e sfrattati. Ci sono poi le imposte ‘burocratiche’, cioe’ prelievi che riguardano funzioni pubbliche, gia’ finanziate per altra via con la fiscalita’ generale, che vengono imposte a chiunque voglia adire a tali servizi, dalla giustizia al catasto. Per arrivare, infine, al fisco ‘lunare’: ogni anno in Italia si deve fare i conti con 62.500 norme tributarie. Persino inventare nel nostro Paese puo’ essere costoso: secondo Confesercenti ogni brevetto e’ colpito da 3 tasse. Ma l’elenco delle imposte “paradossali” e’ lungo. Tra le ‘paleo’ tasse, si va dalla tassa sui gradini e ballatoi a quella sull’ombra che invade suolo pubblico, da quella sulla raccolta dei funghi a quella sulle suppliche, alla gabella sugli sposi per celebrare matrimoni nei comuni. Tra le tasse ‘esoteriche’ figurano quella sulla memoria, sulla voce e sul divertimento. C’e’ perfino l’imposta sugli spiriti. Tra le tasse cosiddette ‘burocratiche’ c’e’ quella sui certificati, quella catastale, sulla giustizia, sulla didattica, sulle pubbliche affissioni e persino sugli sfratti. Per non parlare delle tasse ‘in maschera’: la tassa sulla tv, quella sui giornalisti, gli anticipi in bolletta. Alle amministrazioni comunali, secondo Confesercenti, le sanzioni comminate in base al codice della strada fruttano piu’ delle addizionali Irpef. Divieto di sosta, sorpasso vietato e semafori ignorati sono costati, in media, nel 2008 76 euro a ogni italiano. Nel capitolo tasse ‘spietate’ troviamo quella sulla disoccupazione (per la partecipazione ai concorsi pubblici) , l’imposta sui debiti, la tassa sullo studente, sulle cambiali, sugli emigranti, sui disabili.
   Tra le tasse ‘macabre’ oltre alla gia’ citata imposta sui tumuli e sui lumini, c’e’ la tassa sul morto (per il rilascio del certificato di decesso), quella sulla dispersione delle ceneri e sul feretro. Le tasse ‘ sul movimento’ vanno dalla tassa per il rilascio di patenti alla tassa sugli sbarchi, sui voli aerei, sulle targhe e sui camionisti. C’e’ poi tutta una serie di cosiddette tasse ‘sotterranee’: l’imposta sui tubi, sulle botole, sulle discariche e sulle fogne. E quelle ‘aeree’: imposta sulle gru, sui lampioni, sui tralicci, sugli ascensori e sui montacarichi.
   “Governi, Regioni, enti locali – ha osservato Venturi – quando si vota tutti si presentano come innovatori: vogliono semplificare, ridurre la pressione fiscale. Verrebbe voglia di dire: e allora chiediamogli davvero conto delle loro affermazioni, mettiamo una ‘tassa’ salata sulle promesse non mantenute”. La Confesercenti, ha concluso, “restera’ attiva e presente su questi e altri nodi fiscali e rimane comunque speranzosa sulla possibilita’ di avere al piu’ presto una riforma che, fra l’altro, faccia giustizia di questo bestiario fiscale”.

Fisco, dalle nozze alle gru: la lista dei tributi bizzarri

Una volta c’erano la tassa sul pianoforte e quella sulle banane. Oggi queste antiche imposte sono state abolite. Ma esiste tutta una serie di ‘antiquati’ e bizzarri balzelli ancora in vigore. Eccone alcuni esempi, che sono stati catalogati nel dossier presentato oggi da Confesercenti: – TASSA SUI GRADINI: a doverla pagare tutti i proprietari di case che hanno i gradini d’ingresso sulla pubblica via.
   – TASSA SULL’OMBRA: se con la sporgenza della tenda di un locale, il proprietario invade il suolo pubblico deve pagare l’imposta per occupazione di suolo pubblico.
   – TASSA SUI BALLATOI: riesumata dal Comune di Agrigento nel 2008, va pagata dai condominii che abbiano ballatoi prospicenti sulla pubblica strada.
   – IMPOSTA SULLE IMMAGINI: riguarda tutti i mezzi pubblicitari affissi per la pubblica via.
   – TASSA SULLE PALUDI: e’ dovuta solo se le opere di bonifica abbiano determinato un effettivo incremento di valore dell’immobile.
   – TASSA SULLA RACCOLTA FUNGHI: anche sui permessi di raccolta di funghi scatta l’imposta di bollo.
   – IMPOSTA SU CACCIA E PESCA: a oggi, l’importo e’ pari, rispettivamente, a 115 e 173,16 euro.
   – IMPOSTA SUI CANI: varia dai 20 a 50 euro per ogni cane di proprieta’ a seconda della taglia.
   – TASSA DI PASSAGGIO: ecopass a pagamento introdotto da alcuni comuni per la riduzione dell’inquinamento atmosferico. – TASSA SULLE “SUPPLICHE”: sono soggetti a imposta istanze, petizioni, ricorsi, e relative memorie per ottenere un provvedimento.
   – IMPOSTA SUI FORESTIERI: tassa di soggiorno, differenziata per classificazione alberghiera.
   – TASSA SUGLI SPOSI: introdotta da alcuni enti locali consiste nel pagamento di un corrispettivo a prezzo unico per poter celebrare il matrimonio in Comune.
   – IMPOSTA SULL’”USCITA DI CASA”: e’ la tassa sui passi carrai.
   – TASSA SULLE CABINE TELEFONICHE: e’ il canone comunale dovuto sulle cabine telefoniche e sulle cabine elettriche dai gestori.
   – TASSA SUL TRICOLORE: chi espone la bandiera dello Stato italiano rischia di dover pagare la tassa sulla pubblicita’.
   – TASSA SULLA MEMORIA: grava sui dispositivi per copiare a uso privato Cd e Dvd musicali e cinematografici, coperti dai diritti d’autore.
TASSA SUL DIVERTIMENTO: diritto erariale sui pubblici spettacoli sia teatrali che cinematografici.
   – TASSA SUGLI SFRATTI: per i processi di esecuzione immobiliare si paga un contributo dovuto di 220 euro.
   – TASSA SUI DISABILI: su ogni volo aereo dell’Unione Europea si applichera’ una tassa di 50 centesimi per passeggero con carrozzina a rotelle.
   – IMPOSTA SUI TUMULI: il Comune di Torre del Greco ha rispolverato una tassa per la manutenzione dei cimiteri.
   – TASSA SUL MORTO: va pagata per il rilascio del certificato di constatazione di decesso rilasciato dall’Asl.
   – TASSA SULLA DISPERSIONE DELLE CENERI: scatta l’imposta di bollo (in tutto circa 100 euro).
   – TASSA SUL FERETRO: ‘diritto fisso’ sul decreto di trasporto dei defunti (58 euro piu’ due o tre marche da bollo da 14,62 euro) che chiedono i comuni in cui e’ avvenuto il decesso.
   – TASSE SUI VOLI AEREI: pari a 18,71 euro tra controllo bagagli (1,49 euro), iva su tasse (1,11 euro),tassa comunale (4,50 euro), tassa d’imbarco (3,34 euro), tassa per i servizi al passeggero (0,46 euro), tassa di sicurezza (1,81 euro) e crisis surcharge (6 euro).
   – TASSE SULLA TARGA: su una targa automobilistica gravano emolumenti Aci 20,92 euro; Imposta di bollo per iscrizione al Pra; 29,24 euro Diritti MCTC 9 euro; Imposta di bollo per immatricolazione 29,24 euro.
   – IMPOSTA SUI TUBI: imposta ambientale introdotta nel 2006.
   – TASSA SULLE BOTOLE: imposta patrimoniale dei comuni che colpisce pozzetti, botole, tombini, griglie e qualsiasi altro manufatto posto sul suolo pubblico.
   – IMPOSTA SULLE GRU: imposta comunale sulla pubblicita’ al marchio, apposto sulle gru mobili e sulle gru a torre adoperate nei cantieri edili.
   – IMPOSTA SUI LAMPIONI: si applica a tutti i sostegni di lampade per l’illuminazione stradale o di linee elettriche, telefoniche o telegrafiche in legno o metallo.
   – TASSA SUGLI ASCENSORI E MONTACARICHI: tasse di concessione governativa.
   – TASSA SUGLI AEREI: imposta regionale sulle Emissioni Sonore degli Aeromobili (Iresa).
   – TASSA SULLE INSEGNE DEI NEGOZI: si paga da alcuni anni solo se l’insegna supera i 5 metri di superficie.
   – TASSA SULLE INVENZIONI: ogni brevetto per invenzione industriale e’ soggetto a tassa di domanda, tassa annuale per il mantenimento in vigore del brevetto e tassa per la pubblicazione a stampa della descrizione e dei disegni.

Fisco, Unico 2010 prorogato al 5 ottobre per guasto Agenzia Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha comunicato che a causa di un guasto tecnico ai servizi telematici dell’Agenzia, verificatosi da questa mattina e che sta impedendo l’accesso agli utenti, “tutti gli adempimenti telematici, incluso la presentazione di Unico 2010, in scadenza oggi, si intendono regolarmente eseguiti anche se effettuati entro il 5 ottobre 2010″.

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