Category Archives: Solo cronaca

Primo piano

Cassazione: è reato dire al capo… ‘Lei non capisce un c…’

Roma 07 gen. ’13 – Rischia una condanna per il reato di ingiuria il dipendente che si rivolge al proprio capo dicendo: “Lei non capisce un c…”. A sottolinearlo è la Cassazione che, per questo, ha annullato con rinvio l’assoluzione pronunciata dal giudice di pace di Frosinone nei confronti di un 66enne. Secondo il magistrato, il fatto contestato non costituiva reato: l’espressione usata dal lavoratore, rilevava il giudice di pace, è ormai “entrata nel gergo comune”, ed è stata pronunciata nel corso di una discussione con lo scopo di “comunicare in modo efficace il proprio dissenso” nei confronti del datore di lavoro.
A presentare ricorso in Cassazione

Chieti, anziana spara ad ufficiale giudiziario e a nuovo acquirente locale che accoglieva suo ristorante

Chieti – Una donna ha sparato ieri a Chieti ad un ufficiale giudiziario e al nuovo acquirente del locale che una volta ospitava il suo ristorante: quest’ultimo è rimasto ferito ed è ricoverato in ospedale a Chieti. L’episodio si è verificato in località San Martino. L’immobile, a causa della crisi, era finito all’asta, acquistato da Alessandro Turco, 28 anni, di Castel di Sangro. Il giovane stava prendendo possesso del locale insieme all’ufficiale giudiziario. Ma è stato fermato dalle fucilate di Aquilina Vernamonti, 72 anni, che non si è rassegnata a perdere il locale frutto del lavoro di una vita. Lì c’era Il ristorante “San Martino”, una volta uno dei locali più conosciuti della zona. Poi il declino. Il proiettile esploso ha colpito Turco alla spalla destra. Ricoverato nel policlinico di Chieti è stato sottoposto a un’operazione d’urgenza e la prognosi è riservata. Aquilina Vernamonti è in stato di fermo per tentato omicidio. Indaga la polizia, in particolare la Mobile di Chieti.

Disoccupazione, cresce il numero di suicidi

Roma – Nel 2009 in Italia si sono tolte la vita 2.986 persone, il 5,6% in piu’ dell’anno precedente. E con il loro numero, cresce anche l’interdipendenza con la crisi: i suicidi compiuti da disoccupati, nello stesso anno, sono stati 357, praticamente uno al giorno, il 37,3% in piu’ rispetto ai 260 del 2008, mentre i suicidi per ragioni economiche hanno raggiunto sempre due anni fa il valore piu’ alto dell’ultimo decennio; 198 casi, il 32% in piu’ rispetto al 2008 e il 67,8% rispetto al 2007.

Abruzzo, due morti sul lavoro: immigrati uccisi da una parete di legno

Lanciano (Chieti) – Schiacciati da una parete di legno, del peso di una tonnellata, o forse più. Così a Lanciano (Chieti) sono morti due operai stranieri che da diversi anni erano residenti in comuni del circondario. Uno di loro era ucraino, aveva 34 anni ed abitava ad Altino (Chieti). L’altro era di origine albanese, aveva 41 anni e viveva a Casoli (Chieti). I due sono stati uccisi da una pesantissima parete di legno che, con l’ausilio di una gru manovrata da un altro giovane, stavano cercando di fissare su un basamento di cemento, probabilmente per la realizzazione di un fabbricato. La tragedia sul lavoro – un’altra ce n’era stata circa un mese fa in città – si è consumata intorno alle 16, in periferia, in contrada Re di Coppe, in una zona di villini e coltivazioni agricole, in un cantiere privato dove è in corso l’abbattimento e la ricostruzione di un edificio. Pochi attimi ed è stato il dramma: il blocco di legno, pesantissimo, forse anche a causa di un colpo di vento che ha destabilizzato le manovre in atto, si è sganciato dalla gru ed è piombato sui malcapitati. Sono stati i colleghi a dare l’allarme. Per i due, dipendenti della ditta Legnotec srl di Casoli, non c’è stato nulla da fare. L’ucraino è morto sul colpo, per lo schiacciamento del torace. Inutile il tentativo di un’equipe del 118 di rianimarlo. Gravissimo l’albanese: è deceduto mentre lo portavano in ospedale. Sul posto i carabinieri e i vigili urbani che stanno effettuando accertamenti per chiarire le cause dell’accaduto e se sussistono responsabilità. Dai primi rilievi sembra che le norme di sicurezza siano state osservate. Il cantiere è stato posto sotto sequestro.

Sospeso dal lavoro, operaio si uccide

Catania – Un operaio di un’impresa di pulizia di 50 anni, A. L., si è suicidato nell’azienda per cui lavorava, che è al secondo piano di un palazzo nel lungomare Ognina di Catania.

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