Category Archives: Sindacati

Primo piano

Cassazione: è reato dire al capo… ‘Lei non capisce un c…’

Roma 07 gen. ’13 – Rischia una condanna per il reato di ingiuria il dipendente che si rivolge al proprio capo dicendo: “Lei non capisce un c…”. A sottolinearlo è la Cassazione che, per questo, ha annullato con rinvio l’assoluzione pronunciata dal giudice di pace di Frosinone nei confronti di un 66enne. Secondo il magistrato, il fatto contestato non costituiva reato: l’espressione usata dal lavoratore, rilevava il giudice di pace, è ormai “entrata nel gergo comune”, ed è stata pronunciata nel corso di una discussione con lo scopo di “comunicare in modo efficace il proprio dissenso” nei confronti del datore di lavoro.
A presentare ricorso in Cassazione

La rabbia dei caschetti gialli: in piazza le imprese edili

GIORNATA DELLA COLLERA

La rabbia delle imprese è tutta lì, in quella fila infinita di caschetti gialli che vuole denunciare la crisi e la destrutturazione del settore edilizio. La “Giornata della collera” è organizzata da 20 associazioni (Acai, Anit, Aspesi, Assogesso, Assoimmobiliare, Assolombardia, Assomalte, Casartigiani Lombardia, Cna,

Crisi Honda, sindacati chiedono vertice presso ministero dello Sviluppo economico

honda

Atessa (Chieti) – “Ridurre l’impatto della crisi aziendale, difendere i posti di lavoro e dare un futuro industriale allo stabilimento Honda Italia” di Atessa (Chieti), la cui vertenza in atto e’ di “rilevanza nazionale”. E’ quanto si legge in alcuni passaggi della nota unitaria che i tre maggiori sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno diffuso a margine dell’incontro tenutosi ieri a Pescara sulla vertenza Honda Italia. “Le organizzazioni sindacali ritengono che la vertenza sia di rilevanza nazionale – si legge nella nota – e pertanto sollecitano l’incontro con il Governo, a partire dal ministero dello Sviluppo economico, affinché si apra un’interlocuzione con la casa madre giapponese per fissare nella massima cornice istituzionale e con le confederazioni e le categorie nazionali gli impegni e le strategie della multinazionale per il rilancio dello stabilimento italiano, anche considerando le potenzialita’ dei mercati mediterranei di riferimento, la cui valorizzazione puo’ essere punto di incontro tra obiettivi aziendali e interesse nazionale”. L’azienda ha recentemente presentato un piano industriale che prevede 303 esuberi sui 645 dipendenti della Honda Italia di Atessa, il primo stabilimento a insediarsi in Val di Sangro nel 1971. “Le organizzazioni sindacali chiedono alla Regione Abruzzo di attivare un tavolo regionale, anche in attuazione di quanto concordato nell’ambito del Patto per lo Sviluppo dell’Abruzzo con l’istituzione dell’unità di crisi – continua la nota, firmata anche da Fiom, Fim e Uilm – nel confermare la validità della scelta fatta a suo tempo con la rimodulazione del Fas al fine di inserirvi l’obiettivo automotive, ritiene necessario verificare con il governo regionale tutte le azioni utili a migliorare il contesto abruzzese al fine della conferma delle scelte di localizzazione sul nostro territorio della Honda (come delle altre multinazionali presenti) nonché della restituzione al territorio stesso di quella attrattività che ne ha fatto negli anni un’importante regione industriale”. Tematiche che secondo i sindacati vanno affrontate tanto a livello regionale quanto a livello locale, affrontando i temi che vanno dalle infrastrutture, alla fiscalità, ai servizi, alla burocrazia. “Alla Regione chiederemo, inoltre, pieno supporto nella costruzione del livello di confronto nazionale – conclude la nota – Il livello aziendale, già in passato decisivo per impostare e favorire l’ascesa industriale della Honda Italia, avrà anche questa volta importanza centrale, ma sarà necessario che questa azione non si chiuda nello stabilimento, ma si esplichi in forte raccordo con i livelli nazionale, regionale, locale, per giungere ad una conclusione della vertenza che impegni la casa madre giapponese, alla presenza del Governo, su un progetto industriale per Honda Italia che guarda al futuro”.

Fiom: “Fast Atessa rischia crisi per indebitamento”

Atessa (Chieti)  – La Fiom denuncia il rischio di chiusura per alto indebitamento della Fast srl di Atessa, una delle tre aziende piu’ importanti al mondo nella produzione nazionale di ambulanze. Le ragioni, secondo la Fiom, sono da attribuire ad “una possibile cattiva gestione esercitata dal gruppo dirigente”. “L’azienda oggi si trova a vivere una condizione di gravissima crisi finanziaria ed industriale – si legge in una nota del segretario provinciale Fiom, Davide Labbrozzi – la Fast e’ una delle tre aziende piu’ importanti nel mondo nella produzione nazionale di autoambulanze. La Fiom ha deciso di esporre alla Procura della Repubblica alcuni elementi riguardanti presunti fatti strani che potrebbero essere rilevanti per definire le cause dell’indebitamento e della crisi drammatica in cui versa la Fast di Atessa.
L’obiettivo e’ verificare che non ci siano stati illeciti nella gestione dell’Azienda per restituire dignita’ alla Fast ed ai dipendenti della stessa. In termini generali, va affermato un principio sacrosanto: il lavoro delle aziende non appartiene a chi pensa solo ed esclusivamente all’arricchimento personale, ma al contrario, al territorio ed alla gente che in detti posti vive e lavora. Da oggi, per la Fiom parte una battaglia sindacale durissima al fine di difendere il lavoro che c’e’ e rivendicare la parte che probabilmente qualcuno con strane operazioni ha portato via. Alla Procura – conclude Labbrozzi – chiederemo di indagare a fondo”.

Fiat, Fiom proclama sciopero nazionale per il 21 ottobre

Roma – L’assemblea dei delegati della Fiom ha accolto la proposta della segreteria per lo sciopero nazionale di otto ore per venerdi’ 21 ottobre di tutti i lavoratori del gruppo e della componentistica, con manifestazione a Roma. La proposta e’ stata approvata all’unanimita’. Lo sciopero nazionale e’ stato proposto dalla Fiom per unire tutte le vertenze che riguardano il gruppo Fiat. Dall’uscita del Lingotto da Confindustria, all’annunciata chiusura dello stabilimento di Termini Imerese. Airaudo ha spiegato che la protesta e’ stata indetta anche per “rimettere al centro dell’attenzione il piano industriale della Fiat“.

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