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Archivio della Categoria 'Imprenditoria e aziende'



10 Settembre 2010

Sevel, l’Idv: “Noi stiamo con i lavoratori e con Fiom”.


Atessa (Chieti) - Sulla Sevel, azienda del Ducato della Val di Sangro, l’Italia dei Valori sta con i lavoratori. È questa la posizione dell’intero gruppo alla Regione dell’IdV, guidato da Carlo Costantini che ha dichiarato: “La Fiom-Cgil non può essere considerato un nemico da combattere e il contratto sottoscritto, seppure disdettato, rimane in vigore fino a quando non verrà sostituito da un altro contratto stipulato fra le parti. È chiaro che Marchionne vuole fare alla Sevel della Val di Sangro ciò che ha fatto a Pomigliano D’Arco “imponendo” ai lavoratori l’accordo separato del giugno scorso. Le condizioni contrattuali che all’inizio dell’estate sono state fatte “ingoiare” ai metalmeccanici di Pomigliano sono volte ad annullare i diritti conquistati in lunghissimi anni di lotta sindacale. L’Italia dei Valori sarà al fianco dei lavoratori e a difesa della loro dignità contro chiunque vorrà attentare ai più elementari diritti del mondo del lavoro, ricordando anche che negli ultimi anni le grandi imprese (comela Fiat) hanno privilegiato in larga misura gli investimenti di natura speculativa, trascurando, invece, di investire nell’innovazione tecnologica per migliorare competitività e concorrenza”.





10 Settembre 2010

Palombella (Uilm) ribatte a Landini (Fiom): “Cerca solo di fare audience. Non è un sindacalista ma un leader di movimento”. Botta e risposta su Sevel


Pescara - “Penso che c’è chi si cerca alcune azioni per fare audience, per fare spettacolo. I lavoratori non si possono spostare a piacimento da uno stabilimento ad un altro, occorre un’autorizzazione”. Lo ha detto a Pescara, a margine di un seminario della Uil sulle vicende Fiat, il segretario generale Uilm, Rocco Palombella, a proposito di quanto accaduto ieri ai due lavoratori della Fiat di Melfi allo stabilimento Sevel di Atessa: sono rimasti fuori dalla fabbrica su disposizione di Fiat che ha vietato loro l’ingresso in azienda e, quindi, la partecipazione ad un’assemblea sindacale. “Immagino che questi lavoratori - ha detto Palombella - hanno subito un trauma: portarseli dietro come fatto ieri da Landini amplifica la paura e non la sicurezza”. Per Palombella “chi alimenta terrore tra i lavoratori vuol dire che non è rappresentativo di chi deve difendere i lavoratori. Noi dobbiamo difendere i lavoratori e non creare paure”. Critico, poi, Palombella sui toni usati dal segretario nazionale Fiom Cgil, Maurizio Landini sulla vicenda Fiat, definiti “forti, roboanti e drammatici”. “Noi - ha sottolineato Palombella abbiamo leggi e contratti, se non si rispettano le leggi c’è la magistratura a cui il sindacato non dovrebbe ricorrere perchè ha il suo potere contrattuale. Se ci sono violazioni contrattuali - ha affermato Palombella - si deve aprire il confronto e discuterne. Lanciare questi messaggi sui media o nelle assemblee non è compito di un sindacato. Il sindacato - ha sottolineato - deve fare le trattative e cercare di condizionare le aziende e il Governo sui temi del lavoro”. Il segretario nazionale della Uil metalmeccanici ha poi espresso contrarietà alla proposta di referendum tra i lavoratori sulla deroga al contratto nazionale, avanzata da Landini. “Non capisco - ha evidenziato Palombella - che cosa dobbiamo andare a fare dai lavoratori, visto che hanno già avuto un nuovo contratto e gli incrementi retributivi. Da quel contratto - ha sottolineato - sono scaturiti gli incrementi retributivi che tutti i lavoratori, anche quelli iscritti al sindacato di Landini, hanno percepito. Quindi non capisco - ha aggiunto - a cosa faccia riferimento il segretario della Fiom. Il contratto c’è - ha concluso -, i lavoratori sono tutelati ed hanno la possibilità di avere questo contratto fino ad ottobre 2013. Landini non è un sindacalista dei metalmeccanici, è un leader di movimento e di partito che spazia, dà i giudizi sul Governo e i giudizi sulla giustizia. Io invece sono un sindacalista che rappresenta i metalmeccanici e voglio continuare a rimanere sul pezzo. Posso esprimere i giudizi negativi sul Governo, come faremo il 9 ottobre in una manifestazione a piazza del Popolo a Roma, ma dare giudizi generici sul Governo è bene lo faccia lui, io - ha ribadito Palombella - voglio rimanere sul pezzo”.

 

 Intervista video a Palombella su www.abruzzolive.tv (su canale Lavoro- Impresa)





9 Settembre 2010

Fiat conferma: “Nessun permesso ai lavoratori Melfi ad entrare in Sevel”. Nuovo no ai cancelli e Fiom proclama lo sciopero


Atessa (Chieti) - La Sevel ha rispettato la sua posizione e nell’assemblea pomeridiana di due ore dei lavoratori, alle 15, non ha permesso l’ingresso agli operai di Melfi Giovanni Barozzino e Antonio Lamorte. A seguito di questa reiterata decisione aziendale, confermata in mattinata ai vertici nazionali della Fiom, lo stesso sindacato ha preannunciato un’ora di sciopero per le 17. “A questo punto - dice Marco Di Rocco, segretario provinciale di Chieti della Fiom - siamo stati costretti a valutare sia azioni sindacali che legali. È incredibile che su 15 richieste di ingresso di dirigenti sindacali in Sevel per l’assemblea i due delegati di Melfi sono dovuti rimanere fuori”.





9 Settembre 2010

Fiat ribadisce: “I due operai di Melfi non entreranno in Sevel per assemblea sindacale”. Fuori anche il segretario nazionale Failms-Cisal


Atessa (Chieti) - La Sevel ha confermato oggi anche al segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini che in fabbrica nel pomeriggio non entreranno Giovanni Barozzino e Antonio Lamorte, due dei tre lavoratori di Melfi licenziati da Fiat e reintegrati dal giudice. I due lavoratori, che sono anche rappresentanti sindacali Fiom, sono stati invitati a partecipare all’assemblea dei lavoratori, che prosegue nei turni del pomeriggio e notte, che dopo reiterate richieste sarà retribuita. In azienda non è stato fatto entrare neppure Vincenzo Russo, segretario nazionale della Failms- Cisal, e subito il sindacato - per mezzo del suo rappresentante abruzzese Remo Casalanguida - preannuncia ricorso alla magistratura per condotta antisindacale. La Sevel ha permesso l’ingresso solo ad suo operaio, Claudio Trivellone, che ha avuto un caso analogo a quelli di Melfi ed è stato lasciato a casa, retribuito, nonostante il ricorso vinto in tribunale.





9 Settembre 2010

Landini (Fiom): “Fiat nega la democrazia sul posto di lavoro. E non rispetta le leggi e le sentenze”


Pescara - “La democrazia è negata sui posti di lavoro, ma soprattutto è negata perché la Fiat non sta applicando le leggi. Vorrei che fosse chiaro a tutti - ha sottolineato Maurizio Landini, segretario nazionale Fiom - che la Fiat sta commettendo un reato perché si sta rifiutando di applicare un decreto esecutivo di un giudice che gli dice che ha avuto un comportamento antisindacale e gli ha ordinato di reintegrare i lavoratori”. Così Landini in Abruzzo, a Pescara, parlando dei due operai di Melfi che non sono stati riammessi in fabbrica come imponeva la sentenza del tribunale. Non solo non sono stati riammessi in azienda, ma Fiat ha anche negato loro il permesso di entrare oggi alla Sevel di Atessa per un’assemblea sindacale. “Noi pensiamo che debbano entrare, altrimenti è una iniziativa inaccettabile e illegittima che va contro lo statuto e il contratto; è un diritto che i lavoratori possono discutere con altri lavoratori”. Per Landini inoltre “si sta negando la democrazia perché vogliono cancellare il contratto e non permettono ai lavoratori di poter decidere. Anzi siamo all’assurdo, hanno fatto il referendum a Pomigliano perché lo ha chiesto la Fiat e oggi impediscono a due milioni di metalmeccanici di poter decidere sul loro contratto”. Riguardo all’assemblea in Sevel, Landini ha commentato: “E’ stata un’assemblea partecipata con molto consenso sulla posizione Fiom contro il piano Marchionne, gli accordi separati a un modello consociativo. Questo ci conforta per continuare sulla strada intrapresa per difendere la democrazia e bloccare il suo arretramento”. Quanto alla disdetta del contratto 2008 Landini ha sostenuto che “per noi quel contratto è in vigore fino al 2012 perchè è un contratto senza deroghe firmato e votato da tutti, quindi noi vogliamo far rispettare quel contratto. Nei prossimi mesi la Fiom coinvolgerà i lavoratori per presentare una piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale. Contro le aziende che non rispetteranno quel contratto non escludiamo il ricorso alla magistratura perch‚ è un atto contro la legge del nostro Paese e contro lo statuto dei diritti dei lavoratori”.

 

Video su www.abruzzolive.tv  (canale Lavoro- Impresa)





9 Settembre 2010

Sevel: Fiom Cgil proclama 9 ore di sciopero per l’11 settembre contro la decisione dell’azienda di ricorrere a 4 sabati lavorativi


Atessa (Chieti) - La Fiom-Cgil ha proclamato 9 ore di sciopero alla Sevel di Atessa per sabato 11 settembre, contro la decisione aziendale di ricorrere a 4 sabati lavorativi.  “Certe questioni vanno affrontate e discusse - spiega Marco Di Rocco, della Fiom Chieti - Ci troviamo di fronte alla disdetta del contratto nazionale 2008, di fronte ai recenti 1.500 lavoratori con contratto a termine licenziati da Sevel, e al premio di risultato non pagato lo scorso luglio, mentre i dividendi sono stati regolarmente dati ai dirigenti. Non si lavora il sabato se non si affrontano prima questi temi; la conseguenza è stata l’apertura della vertenza”.

 

 

Video su www.abruzzolive.tv  (canale Lavoro- Impresa)





8 Settembre 2010

Fiat si oppone ad ingresso operai Melfi ad assemblea Fiom ad Atessa


Atessa (Chieti)  - Da Melfi ad Atessa, è ancora muro Fiat contro gli operati licenziati dello stabilimento lucano: “La Sevel di Atessa ha ritenuto di negare l’accesso al proprio stabilimento a due degli operai coinvolti nei fatti di Melfi, considerando la richiesta della Fiom-Cgil di Chieti in contrasto con le vigenti disposizioni di legge e di contratto in materia di partecipazione di esterni alle assemblee sindacali retribuite”. Con questa nota, il Lingotto interviene sulla vicenda dell’assemblea prevista per domani ad Atessa, richiesta dalla Fiom-Cgil Chieti, nella quale il sindacato aveva chiesto il permesso di far parlare anche Giovanni Barozzino e Antonio Lamorte, i due delegati sindacali al centro della vicenda del licenziamento e successivo reintegro a Melfi (Potenza).Il sindacato ha saputo oggi del divieto di fare entrare i due delegati in fabbrica: “Ci hanno detto che sono ospiti non graditi”, spiega Marco Di Rocco, segretario Fiom Lanciano-Vasto. “Avevamo chiesto di poterli far parlare, insieme a Landini. Verranno lo stesso e resteranno fuori dai cancelli della fabbrica fino alla fine dell’assemblea e valutiamo altre iniziative. Ma stiamo anche pensando ad eventuali azioni legali, che stiamo studiando”, chiude il sindacalista.





6 Settembre 2010

Thales Alenia Space e Selex Comms: accordo per delocalizzare le industrie a Pile


L’Aquila - Il consiglio comunale dell’Aquila ha approvato la ratifica dell’accordo di programma per la localizzazione definitiva del progetto per realizzare il complesso industriale Thales Alenia Space e Selex Comms in località Campo di Pile. Il provvedimento è passato all’unanimità, ad eccezione dell’astensione del consigliere Enrico Verini (Udc). A causa dell’inagibilità, in seguito al sisma del 6 aprile 2009, degli stabilimenti Thales Alenia e Selex Comms nel nucleo industriale di Pile, il Consorzio per lo Sviluppo industriale dell’Aquila aveva rappresentato l’indisponibilità di aree adeguate alla rilocalizzazione del complesso, proponendo al Comune dell’Aquila un’ipotesi alternativa in una zona adiacente a quella del nucleo indutriale di Pile. Lo scorso anno l’allora commissario Guido Bertolaso aveva pertanto autorizzato l’occupazione temporanea di questi terreni con il conseguente trasferimento, sempre in via temporanea, del complesso industriale. Ai fini della localizzazione definitiva la società ha quindi avanzato al Comune dell’Aquila la richiesta di cambio di destinazione d’uso del lotto di terreno, in variante al Piano regolatore generale, per complessivi 14 ettari, da “zona agricola di rispetto ambientale” a “zona industriale”, con conseguente modifica perimetrale dell’agglomerato industriale di Pile. Nella seduta del 13 agosto scorso la Conferenza dei Servizi haveva ravvisato la possibilità di pervenire alla stipula di un accordo di programma per la localizzazione definitiva del complesso Thales Alenia - Selex Comms, “ritenendo, a giudizio degli intervenuti, i requisiti di interesse pubblico che si evidenziano nella ripresa dell’attività produttiva di portata significativa nell’area aquilana dopo il sisma, il reimpiego degli addetti e le positive ricadute economiche e sociali sull’intero territorio”. L’accordo di programma, oggi ratificato dal consiglio, è stato sottoscritto dal Comune dell’Aquila, dalla Provincia dell’Aquila e dal Consorzio per lo Sviluppo Industriale del capoluogo.





28 Luglio 2010

Sciopero alla Pilkington contro Abruzzo Service Coop


San Salvo (Chieti) - Sciopero e manifestazione davanti alla Pilkington di San Salvo (Chieti) per protestare contro l’azienda appaltatrice multiservizi e manutenzione “Abruzzo Service Coop”, consorziata Cesi di Lecco, che nello stabilimento abruzzese occupa cento dipendenti e, dicono i sindacati, tarda a pagare stipendi e indennità varie. Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e i lavoratori denunciano il mancato rispetto delle scadenze retributive, inadempienze contrattuali quali mancato rispetto degli orari di lavoro, mancato pagamento delle indennità previste dalle norme, recupero non concordato dello straordinario, pagamento in forma anomala su voci defiscalizzanti di oneri contrattuali. I sindacati contestano anche il fatto che siano stati sospesi dal lavoro e dalla retribuzione, in modo “discriminatorio, alcuni dipendenti senza giustificato motivo, se non quello di colpevolizzare forme di rivendicazione sindacale”. E ancora, i rappresentanti dei lavoratori denunciano la “scellerata e imposta idea di retribuire lo stipendio del 50% al 15 e al 30 del mese, la dilazione di pagamento della 14/a mensilità entro fine 2010″, con la tredicesima 2009 pagata in quattro mesi.





27 Luglio 2010

Honda, fermo produttivo di sette settimane. Ferie lunghissime con la cassa integrazione


Sette settimane di fermo produttivo alla Honda Italia di Atessa. Una lunga pausa estiva che durerà fino al 13 settembre e sarà suddivisa in tre settimane di ferie e 4 di cassa integrazione. Lo stop è conseguenza della crisi del comparto delle due ruote, tamponata parzialmente dalle 15 mila motociclette in più previste per il 2010. Chiuso lo stabilimento di Barcellona, in Val di Sangro sono arrivati modelli come la Transalp, la Deauville, Varadero e Varadero 125. Il mercato italiano del ciclo e del motociclo solo a giugno ha subito un calo del 23 per cento. Trend negativo che ha colpito anche l’azienda nipponica. La produzione di moto e scooter nello stabilimento abruzzese è infatti passata dai 154 mila pezzi del 2008 ai 105 mila del 2009, mentre quella dei motori è sesa da 651mila unità a 411 mila. Da marzo 2010 alla prossima primavera è in programma la produzione di 109 mila moto, 4 mila in più dell’anno precedente, ma comunque insufficienti a scongiurare la crisi. E dunque vacanze lunghissime per i circa mille dipendenti della fabbrica.