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Teramo - Tre anni fa la sua azienda di San Nicolò a Tordino finì nella bufera giudiziaria a seguito di un’inchiesta partita dal Belgio su alcuni appalti fatti nelle sedi dell’Unione Europea. Ieri Gianni Tanzi, 62 anni, di Teramo, è stato arrestato dai carabinieri. L’ingegnere, titolare della Tekno Elettronica di San Nicolò a Tordino, azienda leader nella fabbricazione di sistemi di sicurezza e dispositivi elettronici, è stato rinchiuso nel carcere dell’Aquila. L’imprenditore è finito in prigione a seguito di un mandato arrivato dal Belgio: è accusato di truffa e associazione per delinquere. A decidere sulla sua estradizione, ora, dovranno essere per competenza i giudici della Corte d’Appello dell’Aquila, che nel frattempo, dopo averlo ascoltato, l’hanno scarcerato. L’indagine é partita nel 2007 dall’ufficio centrale per la repressione della corruzione (Ocrc) della polizia federale belga.Â
Chieti - Due milioni e 700 mila euro a disposizione per le Piccole e medie imprese (Pmi) della Provincia, con un occhio di riguardo alle aziende costituite da giovani, da donne e attente alla qualità ambientale: sono stati approvati dalla Giunta provinciale i bandi per i finanziamenti relativi al Progetto Integrato Territoriale (Pit) finanziato dal Por Fesr Abruzzo 2007-2013, che mettono a disposizione per ciascuno dei tre ambiti territoriali (Chietino, Lancianese e Vastese) 900 mila euro per il sostegno di programmi di investimento delle Pmi per progetti di innovazione tecnologica, di processo e della organizzazione dei servizi.
Le domande potranno riguardare investimenti che, mediante ristrutturazione, razionalizzazione, ammodernamento di un impianto o di un processo produttivo, consentano un rilevante miglioramento delle prestazioni dell’impresa, in termini di posizionamento competitivo e di impatto ambientale, al fine di internalizzare innovazione e conoscenza nel processo produttivo in modo da determinare vantaggi competitivi da utilizzare nel lungo periodo. I titolari a presentare le richieste sono le Pmi anche in forma cooperativa (a cui sono riservati 800 mila euro per ciascun ambito territoriale) e le società consortili costituite da Pmi (che hanno un fondo di 100 mila euro per ogni ambito) per acquisto di macchinari, attrezzature, impianti, software ed hardware, i servizi di consulenza, l’acquisto di diritti di brevetto, di licenze, di know-how. La spesa minima ammissibile sarà di 20 mila euro, mentre il contributo massimo richiesto non può essere superiore al 50% dei costi ammissibili del progetto, fino ad un massimo di 50 mila euro.
I bandi saranno operativi al momento della pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo e scadranno 60 giorni dopo l’avvenuta pubblicazione.
“L’approvazione di questi bandi – ha spiegato il presidente, Enrico Di Giuseppantonio – costituisce per le Piccole e Medie Imprese del territorio una boccata d’ossigeno fondamentale: le aziende del nostro territorio si misurano quotidianamente con una crisi che sta scuotendo tutto il tessuto produttivo della provincia e vivono con difficoltà l’esigenza di investire risorse in innovazioni tecnologiche. I 2,7 milioni di euro messi in campo dalla Provincia tramite fondi europei possono dare quell’aiuto concreto che gli imprenditori che costituiscono l’ossatura del nostro tessuto produttivo chiedono a gran voce dalle istituzioni. Spero vivamente che siano in tanti a voler approfittare di quest’occasione di innovazione, che potrà portare nuovo dinamismo all’economia del territorio”.
“Lo sforzo della Provincia – ha chiosato l’assessore alle Attività Produttive, Daniele D’Amario – è stato di ampio respiro per garantire un coerente intervento con la programmazione provinciale: gli imprenditori potranno accedere ad un fondo che contribuisca sensibilmente all’innovazione, alla competitività e all’efficienza dell’azienda. Le domande saranno attentamente vagliate e giudicate principalmente per efficacia, efficienza e qualità progettuale, con la comparazione del businnes plan e del tasso di innovazione che il progetto propone. Aggiungeremo punti bonus per le iniziative presentate da Pmi con partecipazione di giovani e di donne e per le aziende che sono in possesso di certificazione di qualità ambientale: un segnale preciso della volontà della Provincia di sostenere aziende che credono nei giovani e nelle donne e che si pongono responsabilmente di fronte alle esigenze dell’ambiente”.
La Commissione europea ha lanciato un ‘ultimo appello’ a tutti i paesi dell’UE affinche’ accelerino l’adozione volontaria di “eCall” - la nuova tecnologia di comunicazione a bordo degli autoveicoli che potrebbe salvare 2.500 vite all’anno - e si prepara a renderlo obbligatorio. Quando un’auto ha un incidente grave, il sistema eCall compone automaticamente il 112, il numero unico d’emergenza europeo, e comunica la posizione del veicolo al servizio d’emergenza piu’ vicino. In tal modo e’ possibile dimezzare i tempi d’intervento dei soccorsi, ridurre la gravita’ delle ferite e salvare la vita di persone che non sanno o non sono in grado di dire dove si trovano. Al momento, sostiene la Commissione Ue, l’introduzione di eCall e’ lasciata alla volonta’ delle autorita’ pubbliche, delle imprese automobilistiche e degli operatori di telefonia mobile e il sistema non e’ in funzione in nessuno dei paesi dell’UE. Tuttavia la Commissione annuncia, in un documento programmatico adottato, che se entro la fine del 2009 non si compiono progressi significativi nell’introduzione del sistema, potrebbe proporre delle misure normative volte a diffondere il piu’ rapidamente possibile questa tecnologia salvavita in tutt’Europa. Nel 2008 si sono verificati oltre 1,2 milioni di incidenti sulle strade europee, causando circa 39.000 morti e piu’ di 1,7 milioni di feriti.
“Il numero di morti sulle strade europee e’ ancora troppo alto. Ogni settimana si verificano incidenti stradali per i quali eCall avrebbe potuto essere d’aiuto. E’ giunto il momento che gli Stati membri e le imprese passino dalle parole ai fatti,” ha affermato il commissario responsabile per la societa’ dell’informazione e i media, Viviane Reding. “A livello comunitario, in particolare grazie al costante sostegno del Parlamento europeo, abbiamo fatto la nostra parte: esistono gia’ tutte le norme necessarie per introdurre il sistema eCall. Gli europei non dovrebbero piu’ dovere attendere un dispositivo in grado di salvare delle vite solo perche’ i loro governi restano inerti. Voglio vedere le prime auto dotate di eCall circolare nelle nostre strade gia’ dal prossimo anno. Se l’introduzione di questo sistema non avviene con maggiore rapidita’, la Commissione e’ pronta a definire delle norme chiare che obblighino i governi, le imprese del settore e i servizi di emergenza ad agire.” La Commissione ha presentato un documento programmatico in cui espone una strategia intesa a far si’ che, entro il 2014 e a partire dal prossimo anno, tutti i nuovi veicoli messi in circolazione in Europa siano dotati di un sistema di chiamata d’emergenza di bordo e che tale sistema abbia prezzi abbordabili. In grado di avviarsi automaticamente, nel caso in cui i passeggeri non possano farlo, eCall, una volta in funzione a pieno regime, potrebbe salvare fino a 2.500 vite all’anno nell’UE e ridurre la gravita’ delle ferite del 10-15%. Le misure proposte dalla Commissione ne garantirebbero il funzionamento in tutti i paesi dell’UE e in tutti i tipi di auto, indipendentemente dalla marca e dal paese d’origine.
L ‘introduzione di eCall richiede la piena collaborazione delle imprese automobilistiche e di telecomunicazioni, come pure delle amministrazioni nazionali di tutti gli Stati membri, che devono assicurarsi che i loro servizi di emergenza siano dotati delle infrastrutture necessarie per gestire questo tipo di chiamate. Sebbene il sistema sia gia’ a punto e il settore abbia concordato una serie di norme comuni su scala europea, sei paesi (Danimarca, Francia, Irlanda, Lettonia, Malta e Regno Unito) non sono ancora disposti ad impegnarsi, a causa dei costi. La predisposizione delle reti telefoniche e dei servizi d’emergenza per l’installazione di eCall nei veicoli in Europa beneficia del pieno sostegno del Parlamento europeo, dei 15 Stati membri che hanno firmato il memorandum di intesa (Austria, Cipro, Repubblica ceca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Italia, Lituania, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Paesi Bassi e Svezia) e di altri tre paesi europei (Islanda, Norvegia e Svizzera). Altri sei paesi (Belgio, Bulgaria, Ungheria, Lussemburgo, Romania e Polonia) appoggiano l’iniziativa eCall e intendono sottoscrivere l’accordo al momento opportuno. Affinche’ il sistema possa essere completamente operativo in tutta l’Unione europea, e’ necessario che i paesi adottino norme e orientamenti comuni che ne armonizzino l’introduzione e effettuino prove sul campo per valutarne le prestazioni (sono stati realizzati progetti pilota in alcuni Stati membri, tra cui Finlandia, Repubblica ceca, Germania, Austria, Italia e Paesi Bassi). La Commissione, nell’ambito del programma per la competitivita’ e l’innovazione , puo’ sovvenzionare questi progetti pilota, come pure campagne di sensibilizzazione sul funzionamento del questo sistema. Gli incidenti stradali costano all’economia dell’UE oltre 160 miliardi di euro l’anno. Se si dotassero tutte le auto del dispositivo eCall si potrebbero risparmiare 26 miliardi di euro l’anno, con costi d’installazione stimati a meno di 100 euro per autoveicolo. Questo dispositivo andrebbe a vantaggio non solo dei consumatori, ma anche delle imprese, in quanto consentirebbe al settore automobilistico e a quello delle comunicazioni di offrire, per tutti i veicoli, nuove applicazioni e servizi di punta (come i tachigrafi digitali e i telepedaggi) che si basano sul sistema eCall e si avvalgono della tecnologia di posizionamento satellitare.
da Il Sole24Ore
Cresce il rischio di insolvenza per le carte di credito.
È quanto emerge da un rapporto del Fondo Monetario Internazionale, ripreso dal Financial Times. È atteso, infatti, anche in Europa l’ingrossarsi di un’ondata di default da parte dei consumatori, come già avvenuto negli Stati Uniti, con perdite di miliardi di dollari. ??Il Fondo Monetario stima che andrà perso il 14% del totale del debito dei consumatori americani, pari a 1914 miliardi di dollari. Banche come Citigroup, Bank of America, JPMorgan Chase e Wells Fargo ed emittenti di carte di credito come American Express hanno sofferto pesanti perdite nei loro portafogli e si preparano a subirne ulteriori.??Per l’Europa, la stima del Fmi scende al 7% dei 2467 miliardi totali, con la maggior parte concentrato nel Regno Unito, il Paese in cui sono emesse il maggior numero di carte di credito. L’ultimo indice di Moody’s evidenzia come nel Regno Unito la percentuale di rate non pagate sia salita dal 6,4% del totale dei crediti di maggio 2008 al 9,37% di maggio 2009. Gli analisti attendono ora ulteriori insolvenze, visto che cresce il numero dei disoccupati, così come il numero dei default personali. La recessione e la pioggia di licenziamenti rendono sempre più difficile il rimborso dei prestiti e le banche hanno iniziato ad abbassare il limite del credito concesso ai propri clienti, oltre ad accettare un minor numero di richieste di emissione di carte di credito.
Santa Maria Imbaro (Ch) – “Il Campus dell’innovazione automotive in Abruzzo: coinvolgimento e radicamento della filiera produttiva e della filiera della conoscenza” è il titolo dell’intervento di presentazione del Programma Automotive nel corso del convegno che si è svolto oggi presso l’Alma Mater Studiorum dell’Università di Bologna, sul “III bando Trasporti (inclusa Aeronautica)” - VII Programma Quadro di RTS dell’Unione Europea.
L’evento è stato organizzato dall’APRE (Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea) per conto del Ministero dell’Università e della Ricerca, in collaborazione con le Università di Bologna, di Modena e Reggio Emilia, di Parma e di Ferrara e dell’ASTER (Consorzio tra Regione Emilia-Romagna, le Università, gli Enti di ricerca nazionali operanti sul territorio - CNR, ENEA, INAF, l’Unione regionale delle Camere di Commercio e le Associazioni imprenditoriali regionali).
Al convegno hanno partecipato due funzionari della Commissione Europea (DG Ricerca) nonché alcuni componenti della delegazione italiana. La sessione mattutina si è conclusa con la presentazione di casi di successo nazionale, tra cui il Campus dell’innovazione automotive e metalmeccanica della Val di Sangro.
Obiettivo del Programma Automotive Abruzzo è lo sviluppo di un sistema automotive relativo ai veicoli commerciali e professionali leggeri capace di rafforzare e consolidare la filiera per migliorare la competitività e per favorire il radicamento delle grandi imprese fortemente internazionalizzate, in termini di:
· innovazione di sistema
· innovazione di prodotto e di processo
· flessibilità di prodotto e dei relativi processi di fabbricazione
· qualità dei prodotti.
Il tutto nel rispetto delle normative e dell’evoluzione delle stesse (Eco-sostenibilità dei processi produttivi, Benessere sul posto di lavoro, ecc.).
Il Campus Automotive prevede laboratori per la ricerca e sviluppo, creazione nuova impresa, testing ed esposizione prodotti, attività formative e altre attività collegate allo sviluppo della filiera. È una infrastruttura tecnologica pubblica a servizio dell’intera collettività e coinvolge le imprese, i lavoratori e le istituzioni. Entro settembre si concluderà la procedura per le autorizzazioni e la definizione del finanziamento, i lavori potrebbero iniziare già ad inizio del 2010.
All’interno del Campus saranno realizzati progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale compreso funzionamento di un polo di innovazione e incubatore spin-off insieme a progetti di adeguamento e sviluppo del capitale umano e delle competenze degli addetti. Alcuni progetti sono stati già finanziati e avviati con Industria 2015.
Il Presidente di Confindustria Chieti, Silvio Di Lorenzo, esprime grande soddisfazione. “La nostra iniziativa acquisisce sempre maggiore visibilità e importanza nel contesto nazionale ed europeo, a conferma della validità dei temi affrontati che saranno cruciali per la ripresa del settore automotive”.
Il direttore del Patto Sangro-Aventino, Raffaele Trivilino, evidenzia come “la strategia del Programma Automotive parte dalla specifica e consolidata caratteristica dell’Abruzzo per i veicoli commerciali e professionali leggeri (due/quattro ruote, trasporto persone e merci) e si inserisce in un più ampio programma nazionale per il rilancio della competitività dell’automotive. E, da ora, anche in reti e programmi europei”.
Nel corso del Comitato per la sanità animale e la catena alimentare svoltosi a Bruxelles, è stata votata e approvata la proposta - presentata e sostenuta dal ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali - di inserire la Regione Abruzzo nell’elenco delle regioni accreditate per la Malattia vescicolare del suino (Mvs). “La cooperazione tra tutti gli attori coinvolti e interessati, il Ministero, i servizi veterinari regionali, il comparto suinicolo abruzzese, l’Istituto zooprofilattico sperimentale di Teramo e il Centro di eeferenza nazionale per le malattie vescicolari - spiega una nota del Ministero -, ha consentito di raggiungere l’auspicato obiettivo”. “Non senza incontrare criticità - prosegue il ministero -, sia da un punto di vista tecnico sia in conseguenza dei noti eventi naturali avversi, il raggiungimento dell’obiettivo rappresenta la corretta applicazione di quanto previsto dalle norme vigenti. Per l’ennesima volta, è stato dimostrato che il regolare svolgimento di tutte le azioni previste dal Piano di eradicazione della malattia vescicolare del suino resta l’unico strumento efficace per elevare lo status sanitario delle aziende suinicole abruzzesi e italiane nel loro complesso, nel principio di salvaguardia dei rapporti commerciali internazionali”. L’accreditamento della Regione Abruzzo si aggiunge a quello conseguito nel dicembre 2008 per la Sicilia e evidenzia il successo delle attività di controllo in capo ai servizi veterinari nazionali. “Tutte le regioni italiane a vocazione suinicola - prosegue la nota - sono indenni da malattia vescicolare, garantendo una produzione nazionale di prodotti di origine suina con elevati standard sanitari. Resta quindi l’obiettivo prioritario per il ministero di poter dichiarare l’indennità da malattia vescicolare del suino per le altre regioni (Calabria e Campania), tenuto conto del limitato patrimonio suinicolo ancora da accreditare”.
Un nuovo asse, il quinto, di risorse finanziarie, con un finanziamento complessivo di 83 milioni di euro, destinato esclusivamente al recupero e alla rivitalizzazione del tessuto economico e sociale delle aree colpite dal sisma, è stato creato nell’ambito del programma comunitario sullo sviluppo regionale Por-Fesr, dotato di circa 350 milioni di euro. Ad annunciarlo è stato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, in una conferenza stampa subito dopo il via libera dal Comitato di sorveglianza dei fondi europei. Il nuovo asse, creato togliendo risorse agli altri quattro, prevede 35 milioni per la riattivazione delle imprese esistenti, 11 milioni per l’attrazione di nuove imprese con il sostegno allo start-up, 12 milioni per il sostegno alla coesione sociale, 22 milioni per la ricostruzione delle infrastrutture e 3 milioni per la valorizzazione della montagna. “Avevamo la necessità - ha spiegato Chiodi - di rimodulare il programma dei fondi europei alla luce delle emergenze del terremoto. Lo abbiamo fatto creando un nuovo asse e dotandolo di risorse finanziarie che abbiamo tolto da altri assi precedentemente individuati. Mi riferisco ai programmi Progetti integrati di sviluppo urbano (Pisu) delle quattro città capoluogo il cui fondo è stato momentaneamente decurtato da 41 a 25 milioni di euro e dei progetti Pit, la cui dotazione è stata momentaneamente ridotta da 28 a cinque milioni di euro”. “Per questo voglio ringraziare - ha sottolineato il presidente - per la solidarietà mostrata le amministrazioni delle quattro città capoluogo che hanno permesso la riduzione del fondo per il Pisu e tre amministrazioni provinciali (Pescara, Chieti e Teramo) per quanto riguarda il Pit, con l’esclusione della provincia dell’Aquila che non si è voluta invece muovere su questa linea”. “La rimodulazione del programma - ha proseguito Chiodi - rafforza la regia regionale nel senso di univocità di intenti e permette a questo governo di potersi muovere nelle altre due direzioni già individuate: riprogrammazione del fondi Fas e fondo di solidarietà da parte delle altre regioni italiane. Poi c’è un discorso a parte per l’Unione europea - ha concluso Chiodi - dalla quale ci aspettiamo altre risorse”.
Campobasso – Pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Molise del 16 giugno la delibera di giunta che contiene il Bando relativo ai ‘criteri per l’assegnazione del quantitativo individuale di riferimento di latte affluito nel bacino regionale per la campagna 2009/2010′ nonche’ lo schema di domanda. ‘’Le assegnazioni delle quote - ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Nicola Cavaliere - verranno effettuate ai titolari delle aziende posizionate nelle singole graduatorie secondo specifiche priorita’: ai giovani imprenditori agricoli che non hanno usufruito di precedenti assegnazioni e giovani imprenditori non titolari di quota; agli altri produttori titolari di quota, compresi i giovani imprenditori, che hanno usufruito di precedenti assegnazioni'’. ‘’Le aziende a cui vengono conferite tali quote, nonche’ le aziende assegnatarie, devono avere sede legale in Molise e si dovranno impegnare a mantenerla per 5 periodi consecutivi, a decorrere dalla campagna 2009/2010, pena la revoca della quota aggiuntiva. La struttura produttiva dell’impresa assegnataria della quota latte, inoltre - ha concluso Cavaliere - dovra’ essere ubicata, dal momento dell’assegnazione e per tutta la durata della societa’, all’interno della regione Molise'’.
Il gruppo Fiat aumenta la sua quota di mercato in Europa al 9,3% (+0,5 punti) e raddoppia le vendite in Germania dove i volumi sono cresciuti del 99,3 per cento e la quota si e’ attestata al 5 per cento, in aumento di 1,5 punti percentuali rispetto a un anno fa.
Forte incremento delle vendite anche in Francia dove i volumi crescono invece del 27,3 per cento e la quota e’ del 5,1 per cento in aumento di 0,6 punti percentuali. Nel progressivo annuo, la quota nell’Europa Occidentale di Fiat Group Automobiles e’ del 9,3 per cento (0,9 punti percentuali in piu’ rispetto ai primi cinque mesi del 2008) che la pone al quarto posto tra i costruttori. In particolare, il brand Fiat a maggio ha immatricolato oltre 89 mila vetture, il 3,5 per cento in piu’ rispetto a un anno fa. La quota del marchio e’ del 7,5 per cento, con 0,5 punti percentuali di crescita rispetto a maggio 2008. Questo risultato permette a Fiat di posizionarsi al quarto posto tra i marchi presenti in Europa. Lancia ha venduto in Europa Occidentale a maggio oltre 10.700 vetture, l’1 per cento in piu’ rispetto a maggio 2008. La quota e’ stabile allo 0,9 per cento.
Nel progressivo annuo sono 49 mila le Lancia immatricolate, per una quota allo 0,9 per cento del mercato (era lo 0,8 per cento un anno fa). Alfa Romeo immatricola in maggio 10.700 vetture, per una quota dello 0,9 per cento, la stessa di un anno fa. Nel progressivo annuo il brand ha immatricolato 47 mila vetture, pari allo 0,8 per cento del mercato, con 0,1 punti percentuali di crescita rispetto ai primi cinque mesi del 2008.
Sono già cominciate le elezioni europee. Da questa mattina alle 7:30, infatti, si sono aperti i seggi in Olanda e, mezz’ora dopo, anche in Gran Bretagna. Le elezioni per il Parlamento di Strasburgo si svolgono infatti tra il 4 e il 7 giugno, ma ciascun Paese può scegliere una data in questo intervallo. Gli scrutini, comunque, si svolgeranno domenica sera, a partire dalle 22, quando tutti i Paesi avranno chiuso le urne.