Scandalo Ial-Cisl Abruzzo e Molise: ecco tutti gli indagati. Non ci sono politici né dirigenti sindacali: i soldi sparivano ma nessuno ne sapeva niente

Questo post è stato letto681 volte!

Pescara – Non ci sono politici, né amministratori, né esponenti di spicco del sindacato. Tra i 21 inquisiti per il buco di 10 milioni di euro nei conti dello Ial Cisl di Abruzzo e Molise mancano del tutto nomi di politici che, secondo la Procura di Pescara, al momento sono estranei alla vicenda. Lo Ial, istituto di formazione della Cisl: conti in rosso, bilanci taroccati, corsi fantasma e col trucco, quattrini dirottati in conti correnti bancari e postali privati e nell’acquisto di beni di lusso, attività di truffa e falso portata avanti per anni, una vera e propria associazione criminale che operava e che si è insediata all’interno della Regione e che è riuscita a farsi accreditare ben 34 milioni di euro – di cui 20 incassati – e a farsi assegnare oltre 400 corsi dal 2000 al 2006. Questo era. E’ stata formata a un’associazione per delinquere che ha spillato fior di risorse allo Stato e all’Unione europea. Eppure nessuno si sarebbe accorto di niente, né assessori e dirigenti regionali, né vertici del sindacato. All’interno della Regione c’era un pool organizzato che intascava palate di soldi illegalmente, ma nessuno l’avrebbe capito. All’interno del sindacato i fondi pubblici destinati alla formazione, agli insegnanti e ai ragazzi, finivano nel portafogli di privati. Portando l’ente alla chiusura e allo sfascio e a una disastrosa sistuazione finanziaria. E neppure nella Cisl si sono accorti di quanto succedeva. Possibile? Così pare. Misteri dell’Italia delle truffe. E’ successo già in diverse altre inchieste abruzzesi, nel caso della Fira (Finanziaria regionale) e nel caso delle tangenti firmate Del Turco, caso che lascia fuori dall’inchiesta comunque tanti politici ed ex amministratori regionali. Nell’inchiesta Ial Cisl sono venuti fuori soltanto i nomi della manovalanza, non di quelli che contano e che manovravano il denaro. Restano molti interrogativi. Chi ha permesso che tutto ciò succedesse? Chi faceva le nomine degli amministratori delegati dello Ial Cisl Abruzzo? Chi garantiva l’equità del collegio dei revisori dei conti dello Ial Cisl Abruzzo? Chi controllava in sostanza? E’ ancora tutto da vedere. Intanto ecco gli inquisiti a seguito delle indagini di Procura e Finanza di Pescara. Nei guai Bruno Colombini, 64 anni di Alessandria; Francesco Gizzi, 48 anni di Pescara; Claudio Graziani, 54 anni di Teramo; Marco Michetti, 35 anni di Pescara; Michele Pomponio, 48 anni di Pescara; Riccardo Caricati, 42 anni di Montesilvano; Ottavio Panzone, 54 anni di Pescara; Antonio Barnabei, 44 anni di Giulianova; Renato Terrenzio, 62 anni, di Pescara; Moreno D’Anastasio, 46 anni di Cepagatti; Renato Rodomonti, 47 anni di Teramo; Francesco Tribuiani, 57 anni di Giulianova; Mario Tribuiani, 61 anni di Giulianova; Romolo Scaricamazza, 62 anni di Cellino Attanasio; Antonio Scaricamazza, 56 anni di Teramo; Francescopaolo Michetti, 62 anni di Pescara; Antonietta Profico, 50 anni di Campli; Vittorio Galante, 52 anni di Teramo; Gaetano Pedicone, 56 anni di Teramo; Enrico Passerini, 51 anni di Bomba; Giuseppe Venti, 62 anni di Pescara.

 

Serena Giannico

Questo post è stato letto681 volte!

Powered by WordPress | Designed by: diet | Thanks to lasik, online colleges and seo

Optimized by SEO Ultimate